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Assalto alla Cgil, Gaillard: «attacco ha ferito tutto il mondo del lavoro»

Scioglimento di Forza Nuova? «Siamo antifascisti, non possono che condividere lo scioglimento di forze fasciste»

 

Vilma Gaillard

Sabato sera a Roma, a margine di una manifestazione contro il green pass, c'è stato un assato alla sede nazionale Cgil accompagnati a scontri nelle strade con la polizia. Una dozzina di persone sono state fermate per le violenze. Tra loro anche i vertici di Forza Nuova.

Questa mattina davanti alla Cgil Valle d'Aosta si è tenuto un presidio per condannare quanto accaduto con bandiere e scritte "Vaccini sì, fascisti no". Presente alla manifestazione anche la segretaria regionale Vilma Gaillard.

Gaillard, quale è la sua sensazione dopo quanto avvenuto a Roma?
«È un attacco che credo abbia ferito tutto il mondo del lavoro, non soltanto la Cgil. La sede è la casa del popolo, è portatrice di democrazia, partecipazione, confronto e soprattutto di antifascismo. Aver volutamente colpito la Cgil credo sia un attacco ai corpi intermedi, a chi da sempre cerca di portare avanti i valori del lavoro e la difesa dei lavoratori. Cgil è sempre stata aperta ai "vax" e ai "no vax" cercando sempre il confronto e ha preso posizioni chiare rispetto a vaccino e green pass. Non ci siamo mai nascosti, non abbiamo cavalcato l'onda del malcontento. Cerchiamo di essere costruttivi e credo che questo dia fastidio a chi, ieri, ha voluto colpire la Cgil. Persone che hanno un nome e un cognome e sono facilmente identificabili: una destra, dei fascisti, dei violenti. La Cgil non può passarci sopra. La violenza non è parte del nostro patrimonio e la condanniamo in tutte le sue manifestazioni».

Guardando le immagini di quanto accaduto si notano molti manifestanti contrari all'attacco alla sede Cgil. L'assalto è stato compiuto solo da chi rappresentava la frangia estrema di un certo tipo dissenso. Ora Enrico Letta ha chiesto lo scioglimento di Forza Nuova: cosa ne pensa?
«Non posso che condividere lo scioglimento di forze fasciste. Cgil condanna chi si identifica in quella ideologia e la porta avanti. Noi siamo antifascisti da sempre. Siamo per il confronto e perché la gente possa manifestare anche un dissenso. Questo è un elemento della democrazia. Il confronto è ciò che conta. Cgil e altre organizzazioni sono impegnate nel trovare soluzioni per moderare il confitto. Esiste un forte disagio, ne siamo consapevoli, e non è un disagio solo legato al vaccino perché è stato un anno difficile e con perdite di lavoro, ma catalizzare il malcontento e trasformarlo in un conflitto tra lavoratori penso sia il più grande errore che si possa fare oggi».

Anche nel periodo più difficile della Repubblica, negli anni Settanta con le Brigate Rosse, furono colpite le persone ma non le sedi dei sindacati. Perché ieri è successo?
«Credo perché la sede è il luogo fisico che simboleggia ed è depositario dei nostri valori. In questa fase non si è voluto fortuntamente colpire la persona. La sede era vuota. Considerata la violenza degli atteggiamenti non oso immaginare cosa sarebbe successo se i nostri lavoratori fossero stati all'interno. Il voler colpire una sede è il voler colpire una casa, la casa di tutti i lavoratori. E questa è la cosa gravissima. Gli arredi della sede sono pagati con i soldi dei lavoratori, loro hanno contribuito a costruire quella casa. È una sede di confronto e probabilmente ciò che non vogliono determinate forze, di destra in questo caso, è proprio il confronto».

In Valle d'Aosta come Cgil vi sentite minacciati?

Presidio alla Cgil Valle d'Aosta
«Al momento no. Sicuramente abbiamo avuto confronti con molti lavoratori che non si ritrovano più in ciò che la Cgil dice, ma questo è nella logica del confronto che comunque credo vada portato avanti. A livello regionale come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto un incontro prima del 15 ottobre con le istituzioni perché ci preme monitorare la situazione e valutare quali posizioni prendere per evitare che lo scontro vada oltre, cioè tra lavoratori sui posti di lavoro, e per evitare interruzioni nella produzione in alcune aziende ora che c'è una timida ripresa dell'economia. Bisogna trovare, dove possibile, delle soluzioni affinché chi non si è vaccinato possa continuare a lavorare».

Dopo il 15 ottobre per accedere alla sede della Cgil servirà il green pass?
«Per noi che ci lavoriamo sì, per i visitatori valgono le solite regole: mascherina e controllo della temperatura. Voglio sottolineare che la Cgil Valle d'Aosta non è mai stata chiusa se non durante i giorni di lockdown generale e dallo scorso anno abbiamo attivato tutte le misure di protezione per contenere la diffusione del virus. Grazie a Dio non abbiamo avuto casi e non abbiamo dovuto chiudere la Cgil per contagi».

 


Marco Camilli

 

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