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Covid, l'inferno del reparto di Psichiatria di Aosta

Dimezzati i posti letto e sanitari costretti a turni da incubo

 

Psichiatria

Il reparto di psichiatria non è paragonabile a nessun altro reparto sanitario. Qui i pazienti sono difficili da trattare e difficilmente collaborano. In questo periodo, con la pandemia, e senza nessun aiuto da parte di chi dovrebbe e potrebbe fare, si assiste a un inferno globale.

I posti letto sono dimezzati: in tutta la Valle d'Aosta ve ne sono dieci. Due dei quali occupati da positivi al Covid. La riduzione dei posti letto è la scelta obbligata di una struttura a corto di personale e che inoltre sta gestendo l'emergenza pandemica. Ci sono medici a casa per malattia, ma non sappiamo se per il Covid o per altro. Ci sono familiari di operatori sanitari presenti in reparto positivi al virus. Ma non è facile sapere altro: è comprensibile che ormai, pur di riuscire a mantenere aperta questa struttura, si debbano fare i salti mortali.

«Certe volte ci fermiamo nel corridoio guardando nel vuoto sconfitti dalla nostra disperazione e piangiamo» dice una operatrice socio-sanitaria con l'espressione in volto di chi ha paura di non farcela più. «A fine turno passiamo la crema sul volto per alleviare il dolore delle mascherine che portiamo tutti i giorni» .

Se il reparto fosse portato nell'ospedale Parini la situazione sarebbe migliore? «Certo che si, anche per la sicurezza dei pazienti. Se c'è una emergenza dobbiamo aspettare mezz'ora prima che arrivi una ambulanza. E lo psichiatra di turno non dovrebbe impiegare altrettanto per visitare un paziente al pronto soccorso»-

Questa è una parte dello sfogo di una operatrice che vuole rimanere anonima. Ma non sono anonimi i responsabili di questa situazione. Sono anni che i vari assessori regionali alla sanità ci parlano di un futuro trasferimento del reparto di psichiatria al Parini. Nel corso di una conferenza stampa oggi hanno ancora una volta sbandierato il futuro nuovo ospedale come soluzione dei problemi della sanità valdostana. È dal tempo dell'occupazione dei romani che va avanti questa storia. Ma mentre questa classe politica ci racconta le favole della buona notte e si occupa dei suoi miseri interessi, ci sono pazienti e lavoratori valdostani che vivono in un quotidiano inferno.

 


Marco Camilli

 

 

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