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Beni confiscati alle mafie, Libera: Valle d'Aosta rimandata senza appello

L'associazione punta il dito contro 6 comuni valdostani per la mancata pubblicazione dei dati sui beni tolti alla criminalità organizzata. Quart replica: l'elenco è on line

 

Libera

La Valle d'Aosta è «rimandata senza appello» per l'assenza di informazioni in merito ai beni confiscati alle mafie. Nella nostra regione «i comuni destinatari di beni immobili non pubblicano nessuna informazione sull'ubicazione, destinazione e tipologia» delle proprietà sottratte alla criminalità organizzata. La segnalazione arriva dall'associazione Libera - contro le mafie con un report nazionale intitolato "RimanDati" sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni italiane sull'uso dei beni confiscati.

«Su 1.073 comuni monitorati - spiega Libera - ben 681 comuni italiani destinatari di beni immobili confiscati non pubblicano l'elenco sul loro sito internet, così come previsto dalla legge, pari al 63,5% del totale. Il primato negativo in termini assoluti spetta ai comuni del Sud Italia compreso le isole con ben 400 comuni che non pubblicano elenco, segue il Nord Italia con 215 comuni e il Centro con 66 comuni che non pubblicano dati». A livello regionale raggiungono o superano il 50% dei comuni la Campania (56 per cento), l'Emilia Romagna (55 per cento), Marche e Umbria (entrambe 50 per cento). La Valle d'Aosta è invece tra le regioni ultime della classe insieme a Trentino Alto Adige, Basilicata e Molise.

Nella nostra regione sono sei i comuni destinatari dei beni confiscati: Aosta, Challand-Saint-Victor, Charvensod, Courmayeur, Quart e Valtournenche. Secondo Libera nessuno di loro pubblica le informazioni dovute sull'uso di questi beni che, una volta tolti alla criminalità organizzata, dovrebbero essere messi a disposizione della collettività attraverso precisi progetti di riutilizzo.

La replica del Comune di Quart

Il Comune di Quart risponde alle segnalazioni del report di Libera con una nota del sindaco Fabrizio Bertholin. «I beni confiscati assegnati allo scrivente Comune sono regolarmente pubblicati» sul portale della trasparenza degli enti locali valdostani, scrive il sindaco, «e sono state fatte le dovute comunicazioni all'Agenzia nazionale dei beni confiscati nel rispetto della normativa vigente».

Sull'utilizzo dei beni «è in corso di definizione sebbene una prima ipotesi sia già stata comunicata sempre all'agenzia».

Sul territorio comunale sono presenti due appartamenti, quattro terreni agricoli e tre box auto / garage confiscati per un valore complessivo di oltre 250mila euro.

 

 

Marco Camilli

 

 

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