Valle d'Aosta, Bonus Social: figli e figliastri di Mamma Regione

Un contributo sociale che si trasforma in un autofinanziamento regionale

 

Bonus Social

E' una triste storia quella che mi accingo a raccontarvi. La Regione autonoma Valle d'Aosta nella sua immensa generosità ha creato per i suoi cittadini in difficoltà economica il Bonus Social. Questo contributo sociale nelle intenzioni doveva aiutare i nuclei familiari con un Isee inferiore a 20.000 Euro ad affrontare i pesanti rincari dei costi dell'energia elettrica e di riscaldamento. Nelle intenzioni tutto bene: il bonus doveva essere erogato entro il 15 dicembre, ma poi il termine di erogazione è stato spostato al 31 dicembre 2022.

Nel frattempo però si attiva un mostruoso meccanismo tipico di un istituto bancario che vuole riavere indietro i soldi dovuti. La Regione si avvale della possibilità di detrarre dal bonus tasse arretrate non pagate dai contribuenti. Il bonus social diventa così uno strumento di autofinanziamento in un contesto sociale composto da tantissime famiglie che, con redditi invariati e spese cresciute a dismisura, non navigano certo nell'oro. Si viene così a creare una serie di avvenimenti. Coloro che erano in regola con i pagamenti ricevono il bonus in tempi ragionevolmente brevi. Gli altri invece si trovano ad aspettare, aspettare, aspettare.

Le tasse devono essere pagate, su questo non si discute. Sarebbe però utile interrogarsi su una amministrazione pubblica che prima approva un contributo presentandolo come un "salvagente" per aiutare in tempi strettissimi chi è in difficoltà economica, ma poi per scelta politica ritarda i pagamenti destinati alle famiglie attanagliate dalla crisi. Famiglie che contavano su quel "bonus sociale" per pagare le bollette e magari per trascorrere un Natale più sereno.

Coloro che hanno permesso questo scempio avranno sicuramente passato delle festività al caldo e con le tavole imbandite. Si saranno messi a pensare per un momento alla promessa fatta di donare una goccia di speranza a numerosi cittadini valdostani che vivono nell'indigenza? Questo bonus, anche se squallidamente detratto di somme non pagate per tasse automobilistiche e non solo, avrebbe reso il Natale meno difficile e più caldo per molti di loro.

Ho provato a sentire gli uffici regionali competenti per il Bonus Social, ma nessuno si è reso disponibile. Un comportamento in linea con quello tenuto da questa Giunta sin dal suo insediamento: interviste solo se concordate, niente conferenze stampa (per esempio la settimanale conferenza del governo sospesa durante le prime fasi dell'emergenza Covid-19 non è mai stata ripristinata), solo autocelebrazioni mascherate da incontri con i mezzi di informazione. Possibilmente evitando domande, perché non gradite. 

Da una parte chi beve calici di Prosecco per passare il tempo, dall'altra famiglie che ancora aspettano un bonus che di "social" ha ben poco e si accontentano di bicchieri d'acqua, di sogni di tempi migliori, di speranze di un governo composto da persone coraggiose e consapevoli di essere al servizio del popolo Valdostano.



Marco Camilli

 

 

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