La sede di Aosta è a rischio paralisi per carenza di personale

La Corte dei Conti della Valle d'Aosta ha inaugurato oggi l'anno giudiziario all'insegna delle preoccupazioni, tanto per la sede locale quanto in generale per organo di controllo in sé.
Nella sua relazione, il procuratore regionale Quirino Lorelli ha parlato dei recenti attacchi politici alla Corte dei Conti. «Negli anni - ha commentato - si è fatta l'idea di una funzione giurisdizionale e in particolare quella contabile, nonché dell'esistenza di una rete di controlli amministrativi, che frenerebbe le decisioni pubbliche e impedirebbe scelte rapide e sollecite. La medesima idea è chiaramente alla base dell'ultima legge del 2026. Essa è però un'idea sbagliata e fallace, quanto perniciosa per la stessa nozione di democrazia e di necessario bilanciamento dei poteri».
«Pensare che eletti, politici, funzionari e dirigenti pubblici debbano presumersi infallibili e che le relative scelte debbano sempre essere insindacabili, significa solo compromettere il patto sociale e consociativo alla base di ogni Stato di diritto», ha aggiunto.
E ancora: «non è questa Corte o questa Procura, per quel che ci riguarda direttamente, a costituire intralcio sul cammino di amministrazioni radiose verso traguardi ambiziosi, ma, forse, la qualità e la professionalità di coloro che tali traguardi vorrebbero perseguire».
La presidente della Sezione di controllo Cristiana Rondoni ha poi evidenziato che la finalità è quella di «evidenziare tutte le anomalie che rischiano di compromettere la corretta gestione delle risorse pubbliche e di tutelare l’equilibrio della finanza pubblica, in modo da attivare percorsi di autocorrezione da parte delle Pubbliche Amministrazioni per evitare comportamenti di illegittimità ed evitare irregolarità. Si tratta di controlli posti a presidio della sana gestione finanziaria delle risorse pubbliche e del buon andamento amministrativo, finalizzati a garantire economicità, efficacia ed efficienza all’azione degli Enti, con particolare riferimento al proficuo utilizzo della spesa d’investimento e alla qualità dei servizi erogati ai cittadini».
La presidente della Sezione giurisdizionale, Maria Riolo, ha poi posto l'accento sulla «grave carenza di personale» amministrativo e di magistratura: manca almeno un magistrato e a breve due posti da funzionario rimarranno scoperti a fronte dei tre funzionari e un assistente necessari. C'è quindi «il rischio di paralisi del funzionamento della Sezione stessa e la concreta impossibilità di portare avanti il settore dei conti giudiziali, la cui attività è stata faticosamente appena avviata, nel corso del 2025».
M.C.




