Usl, nel 2025 infortuni sul lavoro ridotti del 35%

L'azienda sanitaria diffondi i dati sugli infortuni sul lavoro e le attività di sorveglianza e screening dei propri lavoratori 

 Azienda Usl

La sede dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta


L'Azienda Usl della Valle d'Aosta mantiene un trend positivo per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro dei propri dipendenti. I dati pubblicati dall'azienda sanitaria indicano 45 infortuni avvenuti nel corso del 2025, circa il 35% in meno rispetto allo scorso anno. Gli infortuni includono quelli detti a rischio biologico, 23 lo scorso anno, che sono legati a punture con aghi o tagli con altri strumenti contaminati nel corso della normale attività.

Per Marina Tumiati, direttrice della Struttura Governo clinico e Medicina preventiva, «la significativa riduzione degli infortuni registrata nel 2025 è il risultato di un lavoro costante che coinvolge tutte le strutture aziendali: prevenzione, formazione e sorveglianza sanitaria sono strumenti fondamentali per garantire ambienti di lavoro sempre più sicuri».

Oltre al monitoraggio degli infortuni, l'azienda di via Guido Rey prosegue l'intensa attività di sorveglianza sanitaria. Lo scorso anno ha coinvolto 2.970. Tra il 1° gennaio e il 31 dicembre inoltre sono state effettuate 1.308 visite mediche, che hanno riguardato 1.145 lavoratori. «La maggior parte degli accertamenti - riferisce l'Ausl - ha riguardato visite periodiche previste dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro (62%), seguite da visite preventive (22%) e da controlli con calendarizzazione ravvicinata indicati dal medico competente (9%). Dall’analisi dei giudizi di idoneità emerge che oltre il 77% dei lavoratori visitati è risultato pienamente idoneo alla mansione (anche con eventuali prescrizioni), mentre circa il 21,5% presenta limitazioni parziali, spesso legate a condizioni temporanee o a patologie muscolo-scheletriche. Si tratta di una percentuale in linea con quella delle altre ASL».

Una parte del personale è stato coinvolto anche nello screening per il rischio tubercolare: il tasso di positività per infezione tubercolare latente (quando il batterio della tubercolosi è presente nell’organismo, ma non provoca malattia né è trasmissibile) è pari al 2%, «significativamente inferiore rispetto al dato nazionale stimato intorno al 20%».

 


redazione

 

 

 

 

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