Ad Aosta si è svolto un convegno sull'affido paritetico, nel ricordo di Sonatore

Presenti all'evento anche il neuropsichiatra Camerini e il dott. de Filippis, già presidente della Corte d’Appello di Salerno

 

Sabato scorso si è svolto ad Aosta il convegno organizzato dall'Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori aps sul tema dell'affido paritetico come garanzia per la bigenitorialità e la cogenitorialità nella gestione dei figli dopo la fine della convivenza. Un tema, questo, di estrema attualità per contenere la crescente conflittualità genitoriale, il disorientamento dei minori coinvolti e mantenere un contesto genitoriale paritetico dove i figli possano crescere divenendo i protagonisti della loro vita, ma non ostaggi delle lotte genitoriali.

I lavori sono stati aperti da un intervento dell’avv. Francesco Valentini, che ha ricordato la significativa figura del prof. Antonio Sonatore, padre, nel trentennale della sua morte.

L’avv. Gerardo Spira, ripercorrendo l’attività svolta ad Aosta dall’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps), con proposte ed iniziative concrete, ma non recepite dalle pubbliche istituzioni, ha affrontato nuovamente il tema dei “minori che si trovano buttati nella mischia del conflitto, senza che nessuno presti attenzione alla loro esistenza. Servizi e giustizia impegnano tempo e risorse pubbliche per stare dietro a due litiganti, ma non si accorgono che nella vicenda vi sono la parte più importante ... i figli. Sono i figli poi che pagano le conseguenze”.

L’articolato intervento del presidente onorario dell’associazione ha posto alle istituzioni, alla magistratura e ai genitori inquietanti e puntuali interrogativi sulla gestione dei figli minori, sulle procedure per il loro affido e sul fatto “che un principio semplice si trasforma in un groviglio di discussioni contrapposte al punto da perdere il vero obiettivo che dovrebbe costringere tutti a riflettere.(...) Il legislatore ha dettato il principio, sono gli altri che lo manovrano, lo allungano, lo deviano, lo calpestano”.

Il dott. Bruno de Filippis, già presidente della Corte d’Appello di Salerno, ha messo il dito sulla piaga culturale che ancora perdura e che riteneva, “in caso di separazione dei genitori, la situazione migliore per i figli fosse restare con uno solo di essi, per evitare l’esposizione a regole educative e imput diversi, tali da costringerli a scelte, ponendoli al centro di una perenne contesa. In altri termini, si riteneva che essi dovessero avere una sola guida o adottando un linguaggio improprio, ma facilmente intellegibile, un solo “padrone”.

Ora si cercano nuovi tentativi per porre i genitori, anche agli occhi dei figli, sullo stesso piano, inviando loro il messaggio “che il tempo che passa con uno dei genitori non è un corpo staccato, un satellite, rispetto alla sua normalità, ma ne è parte integrante. L’affidamento alternato, con la doppia residenza e dimora del minore, eliminando la figura del genitore collocatario, ha il pregio di rendere concreta la parità dei tempi in cui il minore frequenta ciascun genitore. La parità di genere è sempre un obiettivo e, in questo caso, viene in particolare invocata dai padri”.

Il dott. Giovanni Camerini, famoso ed apprezzato neuropsichiatra infantile, ha affrontato il drammatico tema del rifiuto, da parte del figlio, di un genitore, solitamente quello non collocatario, ed ha analizzato dettagliatamente le strategie da azionare per superare questo pericoloso stato d’animo del minore, sottolineando che il rifiuto va analizzato e, se necessario, anche combattuto da parte di ambedue i genitori, quando questo atteggiamento non è la conseguenza di pressioni psicologiche del genitore collocatario.

Molto interessante è stato l’intervento del consigliere regionale dott. Andrea Manfrin, V Commissione Sanità, che ha fatto il punto sui doveri dell’ente pubblico valdostano – che conosce molto bene - per agevolare un corretto affido dei minori e per dare una seria assistenza ai genitori, soprattutto al padre, spesso cacciato da casa senza alcuna precauzione, non essendo il genitore prevalentemente collocatario. Ha riferito, con amarezza, di quello che non è stato fatto dall’ente locale dal 2006 (anno in cui l’affido condiviso è divenuto legge) ad oggi ed ha ricordato il Protocollo per regolamentare le separazioni, proposto dall’associazione in collaborazione con alcuni consiglieri nel 2016/2017, che l’assemblea regionale, di fatto, aveva sbrigativamente rifiutato. Interessanti le valutazioni, non sicuramente positive, sull’operato della Regione nel complesso settore delle separazioni e le dettagliate e concrete proposte da attuare nei prossimi mesi per rimettere, come emergenza, i minori e i loro genitori al centro del dibattito politico.

Alcune migliaia di persone hanno seguito la diretta streaming del convegno su Aostaoggi.it e su genitoriseparati.it. Il dibattito, coordinato dal dott. Andrea Pieri, vicepresidente dell’associazione, ha evidenziato l’urgenza di affrontare seriamente e con coerenza queste emergenze.

Ubaldo Valentini, presidente dell’associazione, ha concluso i lavori rinviando a prossime iniziative da tenersi ad Aosta, con la partecipazione condivisa di molti politici valdostani, partendo proprio dal protocollo del 2016, ancora valido e inattuato, come ha ricordato l’avv. Spira.

 


redazione

 

 

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