Il vescovo di Aosta sul settimanale della Diocesi: la Chiesa apre le porte a tutti, il Catechismo ci chiede delicatezza e rispetto

Il vescovo di Aosta, mons. Franco Lovignana, interviene sulle polemiche divampate la scorsa settimana sulla diocesi a causa di un contenuto sull'Aosta Pride condiviso dal suo segretario - le bandiere del pride unite a formare una svastica.
"Le persone, tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, sanno che nella Chiesa trovano porte aperte, anche se la Chiesa non smette di insegnare quanto ritiene un cammino di verità e di vita", dice il vescovo sulle pagine del Corriere della Valle, settimanale di informazione della Diocesi.
"In questi anni ho ricevuto in vescovado e dialogato con molte persone che si definiscono omosessuali, anche attivisti, e credo che nessuno abbia trovato atteggiamenti sospettosi o discriminatori, ma piuttosto ascolto e confronto - afferma -. Ovviamente il confronto non è mai unidirezionale e si può rimanere su posizioni differenti eppure comprendersi e rispettarsi, stringersi la mano sinceramente al termine di un incontro. È quanto ho fatto e continuerò a fare con chiunque si presenti".
Sull'immagine oggetto delle polemiche, il vescovo ribadisce che "non rappresenta la posizione della Diocesi, perché su qualsiasi avvenimento, situazione o argomento essa viene sempre ed esclusivamente espressa attraverso i canali ufficiali".
Nessun commento diretto poi sul Pride. "Penso che tutti possano esprimersi liberamente, rispettando sempre altri modi di pensare e di vedere la vita e il mondo, senza pretendere di imporre la propria visione a tutti".
Lovignana aggiunge: "penso che la comunità cristiana debba cercare di essere sempre più accogliente verso tutti, perché tutti hanno un posto nel cuore di Dio. Certamente molti passi vanno ancora compiuti per mettere bene in pratica quanto il Catechismo della Chiesa Cattolica ci chiede: da una parte delicatezza, rispetto, eliminazione di ogni discriminazione e dall'altra la presentazione chiara e senza ambiguità dell'antropologia e della morale cristiane".
redazione
