Siglato un Protocollo d'intesa quinquennale tra le Regioni Valle d'Aosta e Lombardia per l'avvio di collegamenti diretti tra le due regioni
Collegare direttamente Aosta e Milano via treno un obiettivo di un protocollo d'intesa approvato dalla Giunta regionale della Valle d'Aosta. Sfruttando le opportunità dell'elettrificazione della linea ferroviaria valdostana, l'accordo con la Regione Lombardia punta anche, nel lungo termine, a incrementare il numero dei treni diretti. Prima però, la collaborazione tra le due regioni si concentrerà nell'ambito turistico e quindi nei fine settimana, con attenzione anche ai pendolari universitari.
Gli assessori Luigi Bertschy e Franco Lucente in una nota congiunta spiegano: «Il Protocollo d'intesa tra Valle d’Aosta e Lombardia segna l'avvio di un percorso di collaborazione volto a migliorare progressivamente i collegamenti ferroviari tra i nostri territori e a rispondere alle esigenze di mobilità delle persone. I servizi che sono stati individuati e che alla riapertura della linea ferroviaria (tra gennaio e la primavera 2027, ndr) verranno proposti agli utenti del collegamento diretto tra Aosta e Milano rappresentano un primissimo passo per facilitare gli spostamenti per turismo, studio e, più in generale, per le diverse occasioni di relazione tra le due regioni».
Tenendo conto che la riapertura progressiva della Ivrea-Aosta è prevista tra gennaio e la primavera 2027, i treni diretti Aosta-Milano dovrebbero diventare realtà nel corso dell'estate 2027.
L'assessore valdostano ai trasporti e il suo omologo lombardo sottolineano che l'accordo, di durata quinquennale, «costituisce una base di lavoro comune, dal quale partire per accompagnare l’avvio del servizio, sostenerne l’esigenza, valutarne le potenzialità per approfondire le possibili prospettive di sviluppo. La collaborazione tra le nostre Regioni potrà contribuire a costruire un’offerta di trasporto pubblico più rispondente alle esigenze di chi si sposta tra i due territori, promuovendo progressivamente modalità di viaggio sostenibili e una maggiore integrazione dei collegamenti».
Clara Rossi
