Bancarotta fraudolenta, cinquantenne di Aosta a processo


Imputato per un crack da 636 mila euro dell'impresa che costruì la "pompa bianca" di Aosta

Tribunale

AOSTA. Avrebbe sottratto oltre 600 mila euro dalle casse della sua impresa andata poi fallita nel 2013 l'aostano finito a processo con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Gioacchino Cacciatore, 50 anni, fu presidente e poi consigliere del consiglio di amministrazione dell'impresa Alma Srl che costruì anche la "pompa bianca" di via Roma e fallì nel 2013. La distrazioni di fondi a lui addebitata ammonta a 636.000 euro circa.

In base allo scenario ricostruito con le indagini affidate al pm Luca Ceccanti, alcune delle operazioni contestate avrebbero favorito proprio la Valpetroli, l'azienda petrolifera del distributore di via Roma di cui Cacciatore era socio. E' stato calcolato un saldo negativo di circa 35 mila euro a svantaggio di Alma Srl.

Tra le cifre contestate ci sono anche 225 mila euro circa usciti dai conti correnti della società senza che vi fossero giustificazioni contabili inclusi due assegni circolari incassati da Cacciatore per presunti crediti verso un altro ex amministratore di Alma e per precedenti finanziamenti ad Alma ed Heka Srl, di cui l'imputato era sempre socio.

Al cinquantenne aostano è inoltre contestato l'occultamento dei libri contabili riferiti al periodo tra il 2009 ed il 2013 per impedire di ricostruire il patrimonio e i movimenti sui conti correnti della società.

La sentenza è attesa il prossimo 11 luglio.


Marco Camilli

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