'ndrangheta, "alle elezioni regionali due devono essere dei nostri"

«Quando arrivano le regionali due!...devono essere i nostri, due!». La frase è ripresa da una intercettazione nella pizzeria La Rotonda di Aosta, di Antonio Raso. Risale al 2015. Gli interlocutori - riferisce l'Ansa - sono Raso e Giuseppe Petullà, un politico che «per anni» è stato nella «sezione valdostana del Partito Socialista Italiano» e che «negli anni '80» è stato in consiglio comunale a Sarre.

Secondo il gip il dialogo dimostra come il «procacciamento di voti, utile e necessario per lo scambio politico-mafioso, sia finalizzato all'unico scopo di potere controllare il mondo politico valdostano, al fine del perseguimento del programma criminoso dell'associazione».

E sempre il voto di scambio è al centro di un'altra conversazione carpita dagli inquirenti tra alcuni artigiani di origine calabrese. Questi sarebbero stati «avvicinati» nel 2016 da Giulio Grosjacques (Uv) per «ottenere sostegno elettorale» alle elezioni del 2018, ma avrebbero rinunciato ai «propri propositi, per evitare conflitti e tensioni» all'interno del sodalizio criminale.

 

M.C.

 



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