Processo sulla Fontina adulterata, «è stata una caccia alle streghe»

Oggi in Tribunale ad Aosta la discussione da parte di alcune difese

AOSTA. E' stata una «caccia alle streghe» su cui «il pm ha già in parte rimediato» chiedendo l'assoluzione da alcune accuse. Lo ha detto, secondo quanto riferito dall'Ansa, durante la discussione del processo sul bestiame contaminato e la Fontina adulterata l'avvocato Nilo Rebecchi, che assiste i veterinari Massimo Volget e Davide Mila, 43 e 54 anni.

Per Mila la richiesta di condanna del pm Pasquale Longarini è di un anno e nove mesi di carcere, per Volget di otto mesi. L'ipotesi di truffa per Volget, accusato di aver fecondato le mucche di un allevatore con "seme svizzero" è riferita a «due sole intercettazioni»; «si tratta di inseminazioni che sarebbero ancora da eseguire», ha spiegato l'avvocato Rebecchi ai giudici del Tribunale di Aosta.

«Tiene ai suoi animali» ma non poteva sottrarsi alle «dinamiche di mercato», ha sottolineato per l'allevatore Angelo Cabraz (42) il suo avvocato difensore, Stefano Bonaudo. Per Cabriaz il pm ha chiesto la condanna più alta (insieme a Eliseo Duclos), pari a quattro anni di carcere. Il suo difensore ha respinto tutte le accuse e riguardo al presunto acquisto di fieno non autoctono per produrre Fontina Dop ha ricordato che Cabraz per le sue mucche «aveva 32 ettari di terreno, la superficie più ampia di tutta la valle».

L'udienza riprenderà domani con la discussione di altre difese mentre la sentenza per i 48 imputati è attesa per il 31 ottobre. Per tre degli accusati il pm ha chiesto l'assoluzione.

 

redazione

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