Cinque i poliziotti indagati per omicidio stradale per l'inseguimento dall'esito fatale lungo la statale 26 a Châtillon
Proseguono le indagini della procura di Aosta sulla morte di Davide Suvilla, rimasto ucciso lo scorso 27 aprile durante un inseguimento con la polizia a Châtillon.
Gli inquirenti hanno già sentito i cinque poliziotti presenti all'inseguimento dall'esito fatale e raccolto gli esiti dei primi esami e delle ricostruzioni. Tra le testimonianze dei primi e le prove finora raccolte ci sarebbero però delle incongruenze: la procura ha così deciso di procedere con due nuovi accertamenti irripetibili.
Stando alla ricostruzione, la vittima in fuga con un camion rubato avrebbe urtato con violenza il capo contro la portiera di una delle due auto della polizia prima di essere travolto, rimanendo ucciso. In base all'autopsia le ferite rinvenute sono state considerate compatibili con un investimento.
I cinque poliziotti coinvolti, indagati per omicidio stradale, hanno affermato che l'uomo si era lanciato dal mezzo ancora in corsa, rendendo impossibile evitare l'investimento.
La scena dell'evento e gli elementi raccolti dalla polizia scientifica e stradale hanno però convinto il pm ad affidare all'ingegnere Simone Cipriani l'incarico di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente per chiarire meglio tutti i fatti avvenuti quella sera lungo la strada statale 26.
Inoltre il medico legale Roberto Testi che si era già occupato dell'autopsia dovrà stabilire l'esatta origine di una particolare ferita al costato della vittima.
Marco Camilli
