Il Tar vieta le armi a Tropiano: "frequenta soggetti legati alla 'ndrangheta"

Decisione dei giudici in base ad una informativa dei Carabinieri

AOSTA. I fucili per il tiro a volo e il porto d'armi ritirati a Giuseppe Tropiano all'epoca delle indagini per favoreggiamento aggravato dal metodo mafioso per l'inchiesta Tempus Venit non saranno riconsegnati. Lo ha deciso il Tar di Aosta sulla base agli "elementi informativi dei Carabinieri, che hanno sottolineano frequentazioni" da parte dell'imprenditore con "soggetti di caratura criminale organicamente inseriti nella (...) 'ndrangheta".Tempus Venit riguardava i lavori eseguiti dalla ditta di Tropiano all'ex residente Mont Blanc, dove ora sorge il parcheggio pluripiano interrato dell'ospedale Parini ad Aosta. Secondo l'accusa l'imprenditore aveva subito un tentativo di estorsione e cercato di avviare una trattativa contattando personaggi legati alla criminalità organizzata. In primo grado Tropiano era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, ma la sentenza è stata ribaltata in Appello e per Tropiano è arrivata l'assoluzione "perché il fatto non costituisce reato".

Per il Tribunale amministrativo regionale "i sospetti evidenziati dai Carabinieri, seppur in parte affievoliti dalla sentenza d'appello, sono comunque idonei a giustificare la permanenza del provvedimento ablativo in quanto mettono in rilievo la presenza di diverse relazioni sociali con persone vicine alla criminalità organizzata'". Secondo i carabinieri Tropiano si muoverebbe in una "zona grigia in cui è ritenuto normale mantenere collegamenti con persone vicine o affiliate alla criminalità organizzata al fine di ottenere vantaggi e/o una sorta di 'protezione'', alla tendenza a 'rivolgersi a persone legate al crimine organizzato a cui peraltro affidare lavori collaborando quindi al loro sostentamento e copertura".

 

redazione

Pin It
© 2020 Aostaoggi.it