Processo sui costi della politica: i dettagli delle 24 assoluzioni

 

La sentenza del giudice di Aosta dopo due ore di camera di consiglio

martello-giudice2AOSTA. Il giudice Maurizio D'Abrusco avrà 40 giorni di tempo per depositare la sentenza con cui oggi, dopo oltre due ore di camera di consiglio, ha assolto tutti i 24 imputati della prima tranche del processo sull'utilizzo dei contributi ai gruppi consiliari (la seconda riguarda gli esponenti della Stella Alpina) tra 2008 e 2012.

Di seguito i contenuti della sentenza nel dettaglio, secondo quanto pubblicato dall'Ansa VdA.

Per il gruppo della Federation autonomiste, Leonardo La Torre e Claudio Lavoyer sono stati assolti perché "il fatto non sussiste" sia dall'accusa di peculato (prelievi di denaro contante), sia da quella di finanziamento illecito al partito a favore del giornale La Voix autonomiste per gli anni 2009, 2010 e 2011. Sono stati assolti invece perché "il fatto non costituisce reato" per i versamenti al giornale dell'anno 2012. La Torre è stato assolto perché il fatto sussiste per due versamenti (da 1.952 euro complessivi) sul conto corrente del movimento politico e per l'indebita percezione di contributi pubblici.

Per il gruppo del Pdl, Massimo Lattanzi, Anacleto Benin, Enrico Tibaldi, Alberto Zucchi sono stati assolti dall'accusa di peculato relativa alla operazioni per le quali manca il giustificativo di spesa perché il fatto non sussiste. Lattanzi è stato assolto dall'accusa di peculato per il biglietto aereo per Roma (20 marzo 2010) pagato alla coniuge perché il fatto non costituisce reato. I quattro sono stati inoltre assolti perché il fatto non sussiste dall'accusa di peculato e di finanziamento illecito per le spese ritenute "di pertinenza del partito politico" e a quelle ritenute personali, per l'acquisto da 350 euro fatto alla gioielleria De Marchi Gianotti e per l'assegno da 2.000 euro a Girolamo Fazzalari. Lattanzi è stato assolto perché il fatto non costituisce reato dall'accusa di indebita percezione di contributi pubblici e da quella di finanziamento illecito al partito per l'acquisto di targhe in alluminio (valore 125 euro). Lattanzi e Benin, infine, sono stati assolti, perché il fatto non costituisce reato, dall'accusa di peculato per i due assegni (valore 6.000 euro) consegnati a Benin e fatti avere a Giovanni Palmieri, e per l'assegno da 2.000 euro emesso da Lattanzi a favore dell'avvocato Carlo Curtaz.

Per il gruppo del Pd, Carmela Fontana, Raimondo Donzel e Gianni Rigo sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato dall'accusa di peculato, anche relativa alle operazioni di rimborso dei propri contributi previdenziali, e per il banner pubblicitario da 728 euro del candidato Donzel alle europee del 2009. Donzel, Fontana e Davide Avati sono stati assolti dall'accusa di finanziamento illecito al partito perché il fatto non costituisce reato. Fontana, Donzel e Rigo sono stati assolti perché il fatto non sussiste dall'accusa di peculato per le spese e i prelievi in contanti per i quali non avevano fornito una giustificazione. Fontana e Millet sono stati assolti dall'accusa di finanziamento illecito al partito perché il fatto non sussiste e Millet è stato assolto, con la stessa formula, dall'accusa di indebita percezione di contributi pubblici. Fontana, Donzel, Rigo e Giuseppe Rollandin sono stati assolti dall'accusa di finanziamento illecito al partito perché il fatto non sussiste; con la stessa formula sono stati assolti dallo stesso reato Fontana, Erika Guichardaz ed Emilio Zambon. Fontana, Rigo, Guichardaz - e gli stessi Rigo e Fontana ma con Zambon - sono stati assolti dall'accusa di finanziamento illecito al partito perché il fatto non sussiste. Giovanni Sandri è stato assolto dall'accusa di peculato (acquisto di libri della Fondazione Chabod per circa 4.000 euro) per non aver commesso il fatto. Il giudice ha inoltre ordinato la restituzione a Fontana, Donzel e Rigo dei 7.700 euro versati su un libretto giudiziario.

Per il gruppo dell'Union valdotaine Diego Empereur, Ego Perron, Osvaldo Chabod e Guido Grimod sono stati assolti dall'accusa di finanziamento illecito al partito perché il fatto non sussiste. Empereur è stato assolto dall'accusa di peculato perché il fatto non sussiste e il giudice ha disposto a suo favore la restituzione dei 18.000 euro versati su un libretto deposito giudiziari.

Per il gruppo dell'Alpe, Roberto Louvin, Patrizia Morelli, Giuseppe Cerise e Albert Chatrian sono stati assolti dall'accusa di peculato e finanziamento illecito perché il fatto non sussiste. Con la stessa formula sono stati assolte Morelli e Chantal Certan dall'accusa di finanziamento illecito al partito.

 

redazione

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