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La Corte dei Conti "rimprovera" i Comuni sull'acquisto di campanacci

 

Gli oltre 13mila euro spesi in due anni "non sono spese di rappresentanza"

AOSTA. Ci sono anche le spese per l'acquisto di campanacci nelle voci di uscita dei Comuni finite sotto la lente d'ingrandimento della sezione di controllo della Corte dei conti della Valle d'Aosta.

Esaminando i conti degli anni 2013 e 2014 sono emersi pagamenti per l'acquisto di campanacci delle rassegne di bestiame (Batailles de reines e Batailles de moudzons) per otto Amministrazioni comunali: Aosta con 10.480 Euro, Saint-Marcel invece 1.080 Euro, Brissogne 731 €, Cogne 450 €, Issime 234 €, Champdepraz 150 €, Donnas 110 € e Gressoney-Saint-Jean 100 €. In tutto sono 13.335 Euro assegnati alla voce "spese di rappresentanza" anziché alle "spese per le relazioni pubbliche" come avrebbe dovuto essere secondo la Corte dei conti.

Per essere definite "spese di rappresentanza" gli acquisti dovrebbero infatti "mantenere o accrescere il prestigio dell'ente all'esterno, in ambiti direttamente attinenti ai propri fini istituzionali" e nei confronti "di organi e soggetti estranei, anch'essi dotati di rappresentatività". L'acquisto dei campanacci potrebbe profilarsi dunque come "erogazioni di contributi o vantaggi economici da effettuare nel rispetto della disciplina prevista dall'apposito regolamento di legge".

 

M.C.

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