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Scuola di lingue finta "no profit" di Aosta smascherata dalla Guardia di finanza

Contestata un'evasione di oltre 1 milione di euro

AOSTA. Operava come associazione di promozione sociale "no profit" beneficiando di tutte le agevolazioni previste, ma in realtà svolgeva una vera e propria attività comerciale abusiva. Queste l'accusa rivolta dalla Guardia di finanza ad una scuola di lingue di Aosta, l'Alliance des langues mondiales, a cui sono stati contestati profitti non dichiarati per oltre 1 milione di euro ed il mancato pagamento di tasse per oltre 200mila euro.

L'associazione era regolarmente iscritta al registro del volontariato, almeno fino che l'Amministrazione regionale ne ha disposto la cancellazione definitiva a seguito proprio delle indagini delle Fiamme gialle.

Come agiva la falsa "no profit" lo spiegano proprio i finanzieri: "utilizzando la veste giuridica di associazione, veniva in realtà svolta l'attività commerciale abusiva di scuola di lingue, con corsi di formazione a discenti appartenenti anche ad Enti pubblici, attività di doposcuola per il recupero di materie scolastiche, prestazioni rese per traduzioni di documenti e di interpretariato e corsi d'informatica".

In particolare "dalle operazioni di verifica fiscale è emersa una struttura di natura prettamente commerciale che si è avvalsa dell'opera di ben 96 insegnanti che hanno formato oltre 2.000 alunni, iscritti all'associazione quali pseudo soci volontari e che hanno versato, nelle casse sociali "donazioni", in realtà regolari pagamenti a fronte di corsi di lingue e d'informatica". In aggiunta "nei confronti degli insegnanti irregolari, l'associazione non ha poi operato né versato le ritenute di legge, con pregiudizio fiscale e contributivo dei propri collaboratori" spiega ancora la Gdf.

Dalle attività di verifica fiscale sono emersi profitti sottratti alla tassazione Iva, Ires ed Irap per 1 milione 150mila euro da cui derivano imposte dirette ed indirete evase per 218.000 euro. Non solo: come spiega sempre la guardia di finanza "è stato anche accertato che, nei costi imputati all'attività scolastica, sono confluite utilità di vario genere, il cui beneficiario finale è risultato il presidente dell'associazione di promozione sociale, per la cospicua cifra di 180.000 euro. Le imposte recuperate in capo al fondatore dell'associazione sono in questo caso risultate pari a 62.000 euro".

 

Marco Camilli

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