Le donne: l'anello forte della società

Il giornalismo di Nuto Revelli diventa teatro. Questa sera allo Splendor


Nuto Revelli

«Una grande potenza di vita e di rappresentazione. Una grande opera di poesia. È la storia di tutti, perché tutti nei secoli passati siamo stati contadini». Questo dichiarò la poetessa e giornalista Lalla Romano dopo aver letto L’anello forte, il libro pubblicato per 1985 che segnò, così significativamente, l’ennesima tappa dell’impegno civile di Nuto Revellli, scrittore e partigiano italiano deceduto a Cuneo nel 2004. 

Centinaia di testimonianze, anni di lavoro, connotati diversi per gli stessi significati, mettono al centro la donna, madre, moglie, lavoratrice. Storie dimenticate, spesso messe all’angolo in una cultura paternalistica che per anni affidò alle spalle di una donna un’intera catena sociale. Nelle interviste di Revelli sono loro, le donne, a rispondere: ruvide, ironiche, lo fanno senza mai compatirsi. Centinaia di storie che hanno le Langhe sullo sfondo, assieme agli stravolgimenti subiti durante le guerre e poi nel dopo guerra: il Piemonte raccontato da chi è vissuto e cresciuto con i piedi su quel terreno.

 Dal 2019 L’anello forte diventa pièce teatrale grazie all’avvincente scommessa della drammaturga e regista Anna Di Francisca e oggi e domani sarà in scena allo Splendor alle ore 20:30 per la Saison Culturelle. Spettacolo che prende vita come un collage: alle storie raccontate da Revelli sono affiancati e sovrapposti materiali di repertorio del Polo ‘900 di Torino, dell’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa Fondazione e del Centro sperimentale di Cinematografia di Ivrea. E poi ancora Di Francisca prende in prestito lo sguardo del fotografo Bruno Murialdo che con i suoi scatti ha raccontato la Langa degli anni Settanta e la sua metamorfosi fino a oggi. Il tutto è unito dalla musica originale di Paolo Perna che accompagna, collega e salda l’ore e venticinque di spettacolo. «Il nostro desiderio - dichiara Di Francisca - è quello di far vivere la figura di Nuto Revelli come giornalista d’inchiesta ante litteram e nello stesso tempo raccontare la cultura del dopoguerra del Piemonte, regione che da sempre è terra di accoglienze e ondate migratorie».

I biglietti sono acquistabili online e presso la biglietteria del Museo Archeologico Regionale di Aosta o il Teatro Splendor.

 

 

Veronica Pederzolli

 

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