Esposto alla Corte dei Conti sulla realizzazione di un parco giochi al Crest

Dubbi dell'associazione Ripartire dalle Cime Bianche sul finanziamento concesso dalla Regione: «oltre 1 milione di euro con il pretesto di favorire la pastorizia e l'uso della cabinovia nelle mezze stagioni»

 Parco giochi

«Un vero e proprio monumento alla "mucca da mungere", rappresentata in questo caso dalle casse pubbliche regionali, utilizzate per finanziare un'opera che appare difficilmente riconducibile alle finalità per le quali era stata approvata la legge regionale di riferimento». Così l'associazione "Ripartire dalle Cime Bianche" a proposito dei lavori per un parco giochi in corso di realizzazione all'arrivo della telecabina Champoluc/Crest, ad Ayas.

Il progetto di Monterosa Spa prevede «un parco giochi a pagamento con scivoli gigante a forma di Fontina, mucca e bidone del latte, destinata a bambini fino a 12 anni. Si tratta di strutture alte tra i 5 e gli 8 metri, dal costo complessivo di oltre 1 milione di euro» progettate «con il pretesto di favorire la pastorizia e l'uso della cabinovia nelle mezze stagioni».

Ripartire dalle Cime Bianche ha già presentato un ricorso alla procura regionale della Corte dei Conti chiedendo di valutare tre aspetti collegati tra loro. Il primo è la conformità dei finanziamenti concessi dalla Regione alla Monterosa Spa sulla base della legge regionale 6/2018 attraverso tre delibere che l'associazione fa risalire al 2021, al 2022 e al 2024. La questione sollevata è se la costruzione di un parco giochi rientri tra le opere finanziabili da quella norma. «La L.R. 6/2018 - spiega "Ripartire dalle Cime Bianche" - prevede la concessione di contributi in conto capitale e mutui a tasso agevolato per investimenti finalizzati esclusivamente ai complessi funiviari», per interventi che servono ad esempio ad aumentare la capacità di trasporto, ammodernare gli impianti o realizzare interventi funzionalmente connessi agli impianti funiviari.

In pratica «la realizzazione di un parco giochi per bambini» secondo l'associazione appare «del tutto estranea alla finalità di mantenimento o sviluppo dei complessi funiviari come definite per legge».

L'esposto alla procura contabile chiede di conseguenza di valutare anche eventuali irregolarità contabili per un «possibile scostamento tra il titolo giuridico del finanziamento e la destinazione effettiva della spesa» nonché la «possibile sussistenza di profili di danno erariale».

Cantiere

L'associazione torna sul costo di un milione di euro per il parco giochi al Crest. «Con una frazione di tale importo», sottolinea, si potrebbero «valorizzare tutto l'anno le peculiarità autentiche dei villaggi Walser di Soussun, Crest, Frantze e Cunéaz, anche favorendo l'accesso tramite la telecabina da Champoluc o la funicolare da Frachey, con prolungamenti verso gli altrettanto splendi agglomerati di Résy e Mascognaz. Se l'obiettivo fosse davvero sostenere la pastorizia, sarebbe opportuno affrontare il progressivo abbandono degli alpeggi della zona». E ancora: «se invece si intende promuovere un territorio capace di coniugare turismo e attività agro-pastorali, si potrebbe guardare ad esempi consolidati come il vicino comune savoiardo del Grand-Bornand».

 


Marco Camilli

 

 

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