Lago di Lod, Legambiente: Cassazione conferma che il patrimonio naturale non è sacrificabile

L'associazione ambientalista commenta il rigetto del ricorso dell'ex sindaco di Chamois condannato per danno paesaggistico

«La decisione della Corte di Cassazione conferma un principio fondamentale: il patrimonio naturale non è un bene sacrificabile e va tutelato con fermezza, soprattutto in territori fragili e preziosi come l’arco alpino». La presidente di Legambiente Piemonte Valle d’Aosta Alice De Marco e il presidente del Circolo valdostano Denis Buttol commentano così la recente decisione della Cassazione sul danno paesaggistico sul lago di Lod di Chamois.

La Corte suprema ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ex sindaco di Chamoix Mario Pucci, confermando dunque la condanna ad una pena pecuniaria.

«Siamo soddisfatti - proseguono De Marco e Buttol - che la giustizia abbia fatto chiarezza su una vicenda che ha profondamente ferito la comunità locale e tutti coloro che hanno a cuore il futuro del lago. Ringraziamo il Comitato Salvalod, i cittadini e le cittadine, i residenti e i tanti frequentatori di Chamois che si sono mobilitati per difendere questo luogo straordinario».

«Ora - dicono i due ambientalisti - è essenziale guardare avanti: la Regione porti a termine nel minor tempo possibile gli interventi già finanziati per preservare l'equilibrio ecologico del lago. È un passo importante, che accogliamo positivamente. Continueremo a vigilare affinché il lago Lod resti un patrimonio integro per le generazioni future e un simbolo del valore del paesaggio alpino e della sua tutela».

 


C.R.

 

 

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