La televisione non uccise la radio, come si temeva ai tempi, invece il digitale sta cancellando la carta stampa

Ormai, lo sappiamo, l'informazione corre attraverso piattaforme digitali sempre più sofisticate e veloci. Il tempo corre e le abitudini di ognuno di noi cambiano.
Ricordo quando le edicole erano presenti in ogni strada della città. Acquistare un quotidiano era l'unico strumento per rimanere collegati ad una realtà che veniva filtrata attraverso le pagine che sfogliavi. Certo, c'erano tv e radio, ma il rito del caffè al bar leggendo la copia messa a disposizione dal barista aveva pochi eguali. Sono scene di un mondo che sembra non esistere più. Sono passati pochi anni, ma è già considerata storia.
L'arrivo del digitale, del web, dei social ha cambiato tutto. Il crollo delle vendite era nell'aria ed è diventato inarrestabile. Allegata a questo articolo trovate una immagine dove potete leggere le statistiche delle vendite dei quotidiani Italiani. Un mio amico giornalista, in un post su Facebook, commenta questa classifica di Primaonline.it con la frase "Per pochi intimi".

Personalmente continuo a leggere l'informazione anche sulla carta stampata. È un piacere particolare che mi stimola anche a cercare di rinnovare il rito di un caffè e una veloce lettura. Ma siamo nel 2026 e allora dobbiamo vivere nelle news online, tra il vero e le fake news.
Ai tempi di un'altra rivoluzione, quella della televisione, si temeva che lo schermo finisse per uccidere la radio. Così non fu. Invece adesso il digitale sta cancellando la carta stampa.
Marco Camilli




