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Caro carburante: l'assessore Bertschy spiega le dinamiche del prezzo alla pompa

A due giorni dal maxi decreto contro il caro carburante l'intervista integrale all'assessore che ne illustra le dinamiche

 

Carburante

È del 21 marzo, due giorni fa, il maxi decreto contro il caro carburante. Il Governo ha stabilito un taglio delle accise pari a 8,5 centesimi, per la durata di un mese, in relazione a benzina, gasolio e GPL. Il risultato è quello di una riduzione di 25 centesimi alla pompa. 

Si introduce anche l’esenzione Irpef del bonus benzina e del gasolio che le aziende erogano ai propri dipendenti, sono introdotti misure di sorveglianza sui prezzi per evitare speculazioni di mercato e si prevedono agevolazioni per il trasporto merci.

Una decreto che l’Assessore allo sviluppo economico e al lavoro Luigi Giovanni Bertschy già annunciava nel fine settimana scorso in un’intervista per aostaoggi.it che riportiamo integralmente.

L’intervista mette in luce non solo le dinamiche che concorrono al caro benzina, ma anche l’importanza della parte giocata dal momento storico nello stabilire il prezzo finale.

 

 

Assessore, la benzina ha superato ormai i due euro al litro ed è arrivata quasi ai 2,50 euro. Un grave colpo per le tasche dei valdostani che vivono in una regione in cui è davvero difficile fare a meno del mezzo proprio.

Quali sono le motivazioni tecniche di questo rialzo?

Nel rispondere alla sua domanda è bene analizzare da cosa è determinato il costo della benzina alla pompa per il consumatore finale.

I fattori sono tre:

1. Il prezzo al netto delle imposte, che è quello deciso da chi vende il carburante. Rientrano in questo valore il costo della materia prima, la raffinazione, i guadagni delle compagnie petrolifere, i guadagni dei gestori degli impianti di distribuzione carburanti e i costi di trasporto. Agli inizi di marzo 2022 tale prezzo era di circa 0,870€ al litro.

2. L’accisa che è un’imposta indiretta di 0,728€ al litro. (l’accisa fa parte della base imponibile).

3. L’ IVA che è l’imposta sul valore aggiunto con un aliquota attuale del 22% (l’accisa fa parte della base imponibile).

Nella settimana tra il 28.02.2022 e il 06.03.2022 un litro di benzina è costato in Valle in media 1,95 Euro di cui 1,05 imposte (accisa + Iva) e 0,90 prezzo.

Come è noto il prezzo del carburante è influenzato da quello del petrolio, il quale a sua volta è condizionato da fattori geo-politici difficilmente prevedibili; non a caso appena è scoppiata la guerra in Ucraina in pochi giorni esso è aumentato considerevolmente.

Una delle ragioni principali dell’aumento dei prezzi della benzina è il mancato accordo tra i Paesi Opec sull’aumento della produzione di greggio durante il summit di Vienna, svoltosi lo scorso luglio 2021. Il disaccordo che ha impedito la chiusura delle trattative è avvenuto tra Arabia Saudita (primo paese produttore al mondo) ed Emirati Arabi Uniti (produttore emergente del cartello Opec). Gli Emirati hanno chiesto di poter aumentare la produzione, rivedendo quindi gli accordi generali sui tagli che tutti i paesi devono rispettare. La richiesta è stata respinta da diversi Paesi Opec. Appena dopo il mancato accordo il prezzo del greggio ha subito una pesante impennata; l’andamento negli ultimi mesi è rimasto alto, e non accenna a diminuire. Inoltre, continua a pesare sulle tasche degli automobilisti italiani anche l’alta percentuale di Iva e accise, che incidono sul 61,9% del prezzo della benzina e sul 58,9% di quello del gasolio.

Ma quando sale il costo del petrolio, il costo della benzina aumenta lentamente, e quando scende il prezzo del petrolio, il prezzo della benzina scende lentamente. Il greggio infatti è una cosa, benzina e gasolio che si acquistano ai distributori un’altra. Sul prezzo alla pompa incidono, oltre al valore della materia prima, i costi di estrazione, raffinazione, stoccaggio, trasporto e il costo della distribuzione finale. A incidere tanto in Italia sul costo finale sono poi anche le accise e l'Iva. Sono ben 19 le accise sui carburanti  e che si vanno ad aggiungere all’IVA al 22% (tra queste ci sono il finanziamento della guerra d’Abissinia del 1935-36, della crisi di Suez del 1956, per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze, quella per il terremoto del Belice nella seconda metà degli anni ’60, ecc. Nel 1995 le varie accise introdotte fino ad allora sono state inglobate, andando a formare un'imposta indifferenziata). Si tratta, come detto, di un costo fisso che (secondo quanto rilevato dalla Unem, Unione Energie per la Mobilità) al marzo 2022 pesa per 0,728 euro sul prezzo della benzina e 0,617 per il diesel.

 

Nel 2014 il prezzo del petrolio si aggirava, come oggi, attorno ai 110 dollari al barile. Ma allora la benzina costava 1,7 euro al litro. Come è possibile che oggi a parità di costi la differenza sia così significativa?

Facendo un confronto con l’anno 2014 si può notare che in quell’anno l’accisa sulla benzina era di 0,730€ al litro leggermente superiore a quella attuale e l’IVA al 22% come ora. Pertanto l’elevato prezzo attuale della benzina non può essere imputato ad un aumento della componente fiscale, in quanto tale componente, è rimasta sostanzialmente invariata se non addirittura leggermente inferiore all’anno 2014.

Le cause dell’aumento del costo della benzina, alla luce delle considerazioni di cui sopra, vanno pertanto ricercate nelle dinamiche dei prezzi che risentono di numerose variabili, a titolo esemplificativo, valore della materia prima, costi di estrazione, raffinazione, stoccaggio, trasporto e distribuzione finale oltre ad accise e IVA, tensioni sui mercati finanziari, crisi geo-politiche e purtroppo come accade in questo momento guerre che determinano forti speculazioni sui prezzi ai consumatori finali.

 

La pressione fiscale sul carburante è tra le più alte d’Europa. Potrebbe essere questo il margine per un intervento del governo o della regione per ridurre l’impatto del rincaro?

Chiaramente un intervento sulla componente fiscale determinerebbe una diminuzione del prezzo finale al consumatore, e proprio in queste ore il Governo nazionale, che ha possibilità di intervento, sta lavorando ad un apposito Decreto (il provvedimento è già entrato in vigore, ndr).

 

 

Veronica Pederzolli

 

 

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