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Zona franca in Valle d'Aosta, caro-energia e sviluppo: intervista all'assessore Bertschy

«Rendere le nostre politiche complementari a quelle nazionali. La zona franca? Purtroppo le generazioni del passato non sono riuscite a ottenere risultati»

 

Luigi Bertschy

Luigi Bertschy, assessore allo sviluppo economico: stiamo vivendo una classica tempesta perfetta: prima la pandemia e poi una guerra in Europa. C'è più paura che sviluppo economico. Lei come vede questa situazione?
«Viviamo un continuo rincorrere la fine di una crisi. Abbiamo iniziato l'8 marzo 2020 con la pandemia. In estate sembrava tutto fosse superato invece ci siamo ritrovati in autunno con ancora un lungo percorso da affrontare per uscire dalla crisi sanitaria che ancora oggi è presente. Dopo abbiamo vissuto la crisi energetica e in seguito la guerra. Tutto questo in un periodo in cui si stavano trovando strategie per guardare allo sviluppo futuro con risorse europee e nazionali. Ciò che accade rende difficile concretizzare le politiche sulle quali si stanno investendo tante risorse».

In Valle d'Aosta si parla di una "mamma Regione" cui fare appello per risolvere tutti i problemi. Ci si attende grandi soluzioni e grandi miracoli, ma ci si accorge che in questo periodo grandi soluzioni non si trovano. 
«In realtà anche in questi due anni la Regione ha dato grandi risposte: la legge n° 8 e la n° 15 in particolare dello scorso anno hanno messo in campo decine e decine di milioni di euro. Quindi la Regione continua a dare il suo grande contributo con soddisfazione da parte delle imprese e delle famiglie. Soddisfazione che le associazioni di categoria hanno rilevato in ogni occasione. Siamo adesso nella terza situazione di crisi in tre anni e, come detto in Consiglio regionale, stiamo attendendo una valutazione sui vari decreti statali per poi mettere in campo risorse a sostegno delle famiglie e delle imprese con l'assestamento di bilancio. Con una visione diversa però rispetto al passato. Dobbiamo aiutare le famiglie che hanno maggiori difficoltà, e su questo ci sarà attenzione, e le imprese più piccole, ma soprattutto servono investimenti in linea con il piano strategico sulla transizione energetica che ci permettano sia di aumentare la produzione di rinnovabili sul fronte privato e pubblico, sia di ridurre i i consumi. Altrimenti saremo sempre in difficoltà in situazioni come quella attuale».

In Friuli Venezia Giulia la Regione ha ridotto le accise regionali sul carburante per abbassare i costi di rifornimento. La Valle d'Aosta potrebbe fare qualcosa del genere?
«Non mi risulta che la Valle d'Aosta abbia delle accise, quindi non possiamo toglierle».

Da Livigno leggiamo di carburanti a prezzi nettamente inferiori a quelli del resto d'Italia. Noi in Valle d'Aosta ancora rimpiangiamo i "buoni benzina".
«Livigno ha una diversa gestione della situazione fiscale. Il grande sogno dei valdostani era la zona franca: purtroppo le generazioni del passato non sono riuscite a ottenere risultati su questo. Dobbiamo continuare a lavorarci, ma sapendo bene che oggi, rispetto al dopoguerra, è difficilmente attuabile. Nel frattempo dobbiamo cercare di dare le migliori risposte possibili. Durante la pandemia abbiamo creato le condizioni per un trasporto pubblico meglio utilizzabile e per esempio, se perdurerà questa situazione del costo carburanti, bisognerà ragionare sulle politiche del trasporto pubblico. Dobbiamo tenere conto anche di ciò che di positivo sta succedendo a livello economico: imprese che chiedono di investire e che utilizzano le leggi di investimento e incentivi di occupazione utilizzatissimi. Quindi ci sono imprese che stanno lavorando, stanno producendo e stanno assumendo».

Dopo il "miraggio" del 110% molti cantieri stanno chiudendo per l'elevato costo dei materiali prime. Sono possibili interventi?
«Il tema dell'edilizia non è nelle mie competenze come assessore allo Sviluppo economico, ma è corretto parlarne. A livello politico e di amministrazione ciò che non può essere fatto direttamente può essere affrontato in forma indiretta. Non possiamo intervenire sul costo della materie prime, ma possiamo provare a costruire politiche strategiche per aiutare le imprese a investire. L'anno scorso per esempio con la legge n° 15 abbiamo previsto un contributo del 30% a fondo perduto per investimenti a favore delle imprese. Quest'anno dovremmo rilanciare questa politica, se tutti saremo d'accordo, per sostenere investimenti produttivi che vadano a diminuire i costi di gestione e di produzione in campo energetico per esempio».

Dunque si va verso aiuti a fondo perduto, ma non verso misure dirette. Per esempio, tornando al Friuli Venezia Giulia, è stata pensata una carta prepagata per gli autotrasportatori per mitigare gli effetti del caro carburanti. In Valle d'Aosta cose di questo tipo non accadranno.
«Negli ultimi due anni abbiamo cercato di rendere le nostre politiche complementari a quelle nazionali. Nell'ultimo decreto per esempio è previsto il bonus energia per le fasce di popolazione sotto i 12mila euro e stiamo ora valutando cosa poter fare. Vorremmo coinvolgere in questo tutto il consiglio regionale. In passato l'essere intervenuti con più attenzione ci ha permesso di mirare meglio i nostri interventi tenendo conto delle risorse disponibili. Non possiamo pensare di risolvere tutti i problemi ma, con molta attenzione, faremo anche questa volta la nostra parte. Non ci tiriamo indietro. Ogni territorio poi ha le sue differenze. In Valle d'Aosta dovremo far bene attenzione - e l'ho chiesto personalmente alla Commissione Sviluppo economico - alla riduzione dell'aliquota al 5% anche per il riscaldamento, misura che oggi non è contemplata dagli interventi nazionali. Nelle vallate laterali numerosi privati si risaldano ancora con il gasolio perché le zone non sono raggiunte dal metano. Attraverso una politica attenta sul territorio possiamo dare le migliori risposte».

A proposito di caro energia, come Valle d'Aosta produciamo molta energia da rinnovabili eppure la bolletta è aumentata. Cittadini e utenti si chiedono se non sia possibile fare qualcosa.
«Come abbiamo avuto modo di spiegare nei dibattiti pubblici, le regole del costo della commercializzazione dell'energia sono stabilite a livello nazionale ed europeo e non da noi. Sono però operative delle promozioni importati di CVA e stiamo sostenendo una campagna di comunicazione per farle conoscere. Tanti non conoscono neanche il bonus energia. A livello strategico, stiamo seguendo un progetto per il futuro utilizzo dell'energia per produrre idrogeno. Visto che esportiamo tanta energia, dobbiamo fare in modo di accumularla e di farci trovare pronti per quando questa politica energetica sarà matura. In contemporanea stiamo lavorando su un progetto di legge per le comunità energetiche che andrà nella direzione di migliorare la gestione dei consumi e dei costi per famiglie e per imprese».

 

 

Marco Camilli

 

 

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