Ad Aosta la serata finale della seconda edizione del concorso letterario: vince il romanzo di Alcide Pierantozzi. Assegnate anche alcune menzioni
Si è svolta sabato ad Aosta la cerimonia di premiazione del 2° Premio Letterario Valle d'Aosta. A vincere questa edizione è Alcide Pierantozzi, autore di "Lo Sbilico" (Einaudi).
La motivazione della giuria recita: «Com’è possibile raccontare sé stessi quando si è in preda ad allucinazioni costanti? Come si analizza la sofferenza psichica dall’interno della psiche che soffre? Per riuscirci, Alcide Pierantozzi ha dovuto reinventare niente meno che l’italiano, farlo suo e soltanto suo, mescolando la tradizione novecentesca a un’autofiction vertiginosa, la massima sapienza stilistica a una spregiudicatezza quasi anarchica. Dentro lo “sbilico” tutto è teso fino al punto di rottura, e oltre: la velocità dei pensieri, i muscoli in palestra, il vocabolario. Il risultato è un viaggio a occhi sbarrati nella perdita di sé, lucido eppure carico di commozione, reso possibile solo dalla letteratura, e che quindi celebra la letteratura stessa».
«Se ha ancora senso parlare di canone, noi crediamo fermamente - prosegue la giuria - che "Lo sbilico" entrerà a far parte del canone di questo millennio. Che questo romanzo sia un punto di non ritorno sul racconto della mente, della sua vastità e della sua ambivalenza; un racconto in cui la minaccia della malattia finisce per coincidere, proprio attraverso la scrittura, con l’unica possibilità di salvezza».
Oltre al romanzo vincitore, in finale c'erano anche "Donnaregina" di Teresa Ciabatti (ed. Mondadori) e "8.6 gradi di separazione" di Giulia Scomazzon (ed. Nottetempo), quest'ultimo particolarmente apprezzato dalla giuria popolare.
La giuria ha inoltre assegnato la menzione opera prima a Paulina Spiechowicz per "Mentre tutto brucia" (Nutrimenti), scelto per la forza narrativa e l’originalità del punto di vista attraverso cui racconta una storia senza tempo: il conflitto giovanile tra il proprio desiderio e le imposizioni dei genitori, sottolineando in particolare la capacità dell’autrice di descrivere la paura che precede la violenza e di restituire il percorso di libertà della protagonista.
A Linda Sabbadini la menzione speciale per la saggistica dedicata al tema del confine, con il libro "Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia" (Marsilio).
«Questo Premio - commenta in una nota l'assessore all'Istruzione e Cultura Erik Lavevaz - ha saputo ancora una volta attrarre in Valle d'Aosta voci autorevoli della letteratura contemporanea, che hanno trovato nel nostro territorio uno spazio di confronto e di incontro con i lettori. Perché il tempo della lettura è tempo che non è sottratto alla nostra vita frenetica, ma aggiunto per coltivare una profondità di pensiero che oggi è indispensabile».
M.C.


