Elezioni regionali, M5s ha iniziato la raccolta firme. "La legge è penalizzante"

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AOSTA. La modalità di raccolta delle firme necessarie a partecipare alle elezioni regionali è «penalizzante perché i certificatori non possono essere i consiglieri comunali, come per le politiche e le comunali, bensì serve un notaio». Luca Lotto, consigliere comunale del M5s, conferma le difficoltà che diverse formazioni politiche non rappresentate in Consiglio Valle stanno affrontando nel raccogliere le firme certificate (minimo 1.000 e massimo 1.500) richieste dalla legge per essere presenti sulla scheda elettorale il 20 maggio 2018.

Il Movimento 5 stelle è tra queste perché i due consiglieri eletti nel 2013 sono usciti dal gruppo prima della convocazione dei comizi elettorali, data su cui la legge si basa per determinare se il movimento è rappresentato in Consiglio e se deve o no trovare le firme. «E' ridicolo - commenta Lotto -, la legge regionale dovrebbe prevedere che se hai avuto un gruppo conisiliare tu non debba andare a raccoglierti di nuovo 1000 firme».

Al banchetto del M5s sistemato nel centro di Aosta, in place des Franchises, c'è un notaio che certifica le sottoscrizioni dei cittadini. «Noi - conferma il consigliere attivista - abbiamo il notaio Marcoz, che ringrazio per la disponibilità, che sarà qui fino a domenica gratuitamente». Il traguardo delle 1000 adesioni sembra a portata di mano: ieri, primo giorno del banchetto, «abbiamo raccolto 240 firme in due ore e oggi i cittadini arrivano spontaneamente anche se piove», spiega.

La lista Cinquestelle propone 28 candidati che non sono presentati in ordine alfabetico. «Il M5s ha come indicazione nazionale la nomina di un capolista che nelle regioni non a Statuto speciale coincide con il candidato governatore», spiega Lotto. In Valle d'Aosta invece l'ordine dipende dalla "storicità" degli attivisti. «Tutti - continua il consigliere comunale - condividono gli stessi valori, ma ci sono soggetti che militano da più anni come attivisti, organizer o che erano già candidati in altre elezioni».


Marco Camilli

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