Renzi: "Non accettiamo lezioni da nessuno", ma cerca coperture per lo sblocca-Italia

ROMA. Quello della ricerca delle coperture e dell'equilibrio per non sforare i parametri il famigerato tre per cento, per il premier Renzi sta assumendo i contorni di un angosciante leitmotiv.

Con la dura realtà dell'austerity imposta da Bruxelles, Renzi ha dovuto fare i conti poche ore dopo tornato dalle vacanze quando, nel pomeriggio, ha avuto a Palazzo Chigi un colloquio di circa un'ora col ministro dell'Economia Padoan.

Il nodo della questione non è certo un mistero: come portare a casa venerdì in consiglio dei ministri un decreto "sblocca-Italia" incisivo, soprattutto per la parte riguardante gli incentivi all'edilizia e le opere pubbliche, senza violare il dogma dell'austeritiy, col rischio di tornare in nuove procedure d'infrazione. La soluzione, purtroppo per Renzi, sembra essere quella di limitarsi, venerdì prossimo, all'approvazione di una serie di linee guida e di provvedimenti a costo zero, o per i quali ci sono stanziamenti non ancora utilizzati, come i fondi europei non ancora impiegati.

Per la parte più sostanziosa, dunque, si profila l'ipotesi di una copertura da trovarsi nella legge di stabilità a fine anno, anche se i membri dell’esecutivo per il momento mantengono il riserbo, come il ministro della PA Marianna Madia, che riguardo a tali voci afferma che «prima di ogni Consiglio dei ministri se ne leggono tante, sui giornali...».

Ma è il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi a confermare questa linea, interpellato a margine del meeting di Rimini: «Può essere - ha detto Lupi - che una parte delle coperture sia anticipata nello Sblocca Italia e un'altra parte scatti al primo gennaio 2015. Lo Sblocca Italia mira prevalentemente a sbloccare la burocrazia».

Al di là delle dichiarazioni dei singoli, qualche elemento di rilievo dovrebbe giungere dalle riunioni, che in queste ore si stanno susseguendo, tra i tecnici dei ministeri interessati dai provvedimenti e quelli dell'Economia. E in un messaggio inviato per l'apertura della festa nazionale dell'Unità a Bologna, Renzi insiste sul rilievo del "piano dei mille giorni" presentato a Strasburgo, rintuzzando lo scetticismo di una parte delle istituzioni europee: "Ogni tanto - scrive Renzi - qualcuno ci viene a fare la lezione sulle priorità, che noi abbiamo ben chiare. E che riguardano, complessivamente, l'assetto dell'Italia, la sua capacità come comunità di fare fronte agli impegni presi e alle sfide di una competizione globale, alla nostra storia e al futuro di un grande Paese europeo, tanto più nel pieno del nostro semestre di presidenza dell'Unione. È questo il senso dei mille giorni, che i soliti noti hanno voluto leggere come un rallentamento della nostra azione di cambiamento, e invece ne costituisce l'orizzonte, la profondità, l'intensità di un mandato di legislatura. Un compito che ci impegna come governo e come partito. E' quello che stiamo cercando di fare giorno dopo giorno – ha proseguito - con le riforme istituzionali, il Senato e il titolo V, assieme a quelle economiche, sul lavoro, la pubblica amministrazione, la giustizia civile, la scuola, la cultura".

 

Clara Rossi

Pin It
© 2020 Aostaoggi.it