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Il Consiglio Valle in stallo sulla spaccatura del PCP

Seduta terminata con un giorno e mezzo d'anticipo per risolvere il dilemma del gruppo diviso tra maggioranza e opposizione

 

Consiglio regionale

Il Consiglio regionale si blocca sulla spaccatura del gruppo Progetto Civico Progressista diviso tra maggioranza e opposizione. Sei ore di discussioni in aula e fuori dall'aula non sono bastate per dirimere la questione nata con il passaggio di Erika Guichardaz e Chiara Minelli all'opposizione e la permanenza in maggioranza dei colleghi Alberto Bertin, Paolo Cretier Jean Pierre Guichardaz, Antonino Malacrinò ed Andrea Padovani. Il risultato: un unico gruppo consiliare collocato sia in maggioranza sia in minoranza.

Al termine di una serie di confronti esterni all'aula il presidente del Consiglio Valle Alberto Bertin spiega: che la questione riguarda il regolamento e può essere risolta in un secondo momento. Il Consiglio Valle, malgrado l'inedita situazione, «non è condizionato» e pertanto può proseguire con l'esame del resto dell'ordine del giorno. Il gruppo PCP è un gruppo di maggioranza composto da 7 consiglieri e ogni componente vota secondo coscienza.

Di parere diverso l'opposizione. Negli interventi in aula la Lega VdA si è detta pronta a non partecipare ai lavori del Consiglio Valle in questa situazione di incertezza. «Non possiamo creare il precedente, illegittimo, di un gruppo che in parte è in maggioranza e in parte in minoranza non si sa fino a quando. Non si sa più chi è Pcp, chi non lo è e chi lo sarà», la dichiarazione del leghista Paolo Sammaritani. «Non possiamo accettare questa ambiguità. Se la situazione rimane così, per la Lega i lavori di questo Consiglio si fermano qui».

Secondo Mauro Baccega «le regole sono chiare: se uno fa parte di un gruppo consiliare e si discosta da questo, deve andarsene e formare un gruppo di opposizione come dichiarato». Per l'esponente di Pour l'Autonomie dunque Minelli e la collega Guichardaz dovrebbero abbandonare il Pcp e fare un nuovo gruppo o entrare nel Misto.

«Credo che la collocazione corretta di Minelli e Guidchardaz sia all'opposizione perché incapaci di governare, incapaci di procedere all'Amministrazione di una Regione - il commento del capogruppo unionista, Aurelio Marguerettaz - La dichiarazione di oggi e lo stato confusionale voluto ne è la prova plastica. Dal punto di vista politico fanno bene il loro lavoro: parlano solo delle cose che interessano a loro. Voi fate parte del partito del "no" e la vostra collocazione è all'opposizione».

«Tutti i sette consiglieri del Pcp sono equamente responsabili della situazione» per Nicoletta Spelgatti (Lega VdA). «C'è stato un fuoco di fila tutto contro le decisioni consigliere Minelli e Guichardaz che le due colleghe hanno preso seguendo il mandato della base. Potrebbero andare in minoranza con il Pcp, oppure i rimanenti potrebbero fare un gruppo a parte. Dal mio punto di vista vedo responsabilità molto più grosse da parte dei cinque consiglieri. Minelli e Guichardaz stanno rispettando il mandato politico del gruppo che sta fuori dal Palazzo». 

Per Chiara Minelli il problema della divisione del Pcp e del "diritto" politico di comporre l'omonimo gruppo «dovrà essere affrontato mi auguro il prima possibile, ma non è una questione che si può dirimere in un quarto d'ora. Noi non abbiamo aderito al Gruppo Misto e non esiste l'espulsione da un gruppo né l'imposizione di entrare a far parte del Gruppo Misto. Se questo dovesse verificarsi, ci sarebbe molto più di un problema di stravolgimento del regolamento del Consiglio».

Al termine della mattinata l'aula si è trovata d'accordo su un unico punto: sospendere i lavori del Consiglio Valle e utilizzare le ore di pausa per il pranzo, fino delle 15, per organizzare altre riunioni e uscire dall'impasse. Ma non è bastato. Alla fine la decisione: terminare in anticipo la seduta che sarebbe dovuta durare fino a domani e mettere in calendario un Consiglio straordinario lunedì prossimo per discutere le leggi all'ordine del giorno.

 

 

E.G.
(aggiornata)

 

 

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