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Il Consiglio Valle discute la decadenza dei consiglieri condannati in Corte dei Conti

All'ordine del giorno una istanza per l'incompatibilità degli eletti messi in mora dalla Regione

 

Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Il Consiglio regionale discuterà la prossima settimana una istanza sull'incompatibilità degli eletti che non hanno ancora versato a favore della Regione la propria parte dei 16 milioni di euro di danni sentenziati dalla Corte dei Conti per i finanziamenti al casinò.

L'istanza è firmata da Alberto Zucchi, coordinatore di Fratelli d'Italia Valle d'Aosta, «nella sua qualità di elettore della Regione». Si basa sull'art. 8 della legge regionale 20/2007 che permette ai singoli elettori di attivare la procedura di verifica dei casi di incompatibilità che provocano la decadenza di un eletto nell'organo legislativo valdostano.

La normativa elenca 25 situazioni non conciliabili con la carica di consigliere regionale. Una di queste riguarda le sentenze passate in giudicato (lettera q dell'art. 5, comma 1 della legge in questione) e stabilisce la incompatibilità di «coloro che hanno lite pendente con la Regione in quanto parte in un procedimento conseguente o promosso a seguito di un giudizio definito con sentenza passata in giudicato». Un'altra situazione (lettera v dello stesso art. 5) riguarda coloro che «avendo un debito liquido ed esigibile verso la Regione, sono stati legalmente messi in mora».

L'interpretazione della legge del presidente del Consiglio Valle Alberto Bertin dice che al momento non ci sono le condizioni per la decadenza dalla carica previste per legge. Essendoci stato ricorso in Cassazione contro la condanna a 16 milioni, la stessa condanna non è definitiva quindi la situazione prevista dalla legge non si è ancora verificata, nonostante ci sia stata la messa in mora dei politici che non hanno versato le somme stabilite dalla III sezione giurisdizionale della Corte dei Conti.

Secondo l'istanza di Zucchi invece basta la sola messa in mora per far decadere i consiglieri coinvolti. «Le cause di incompatibilità elencate all’articolo 5 della lr. 20/2007 hanno tutte lo stesso valore in termini di effetti», si legge nella sua istanza. «La legge regionale prevede che il verificarsi di una qualsiasi delle fattispecie elencate» costituisca «causa di incompatibilità sopravvenuta con la carica di Consigliere che se non rimossa nei termini stabiliti comporta la decadenza del consigliere regionale». Dunque non importa se la sentenza non è passata in giudicato: il fatto che la condizione della lettera sia attuale è sufficiente per procedere con la dichiarazione della decadenza degli eletti.

 


Clara Rossi

 

 

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