Sapar: "le ticket redemption non sono giochi d'azzardo"

L'associazione dei produttori degli apparecchi contro la proposta della Giunta regionale di vietarne l'uso ai minorenni

AOSTA. Le macchinette ticket redemption «non possono essere classificate come azzardo: in tutta Europa, le famiglie giocano con questi apparecchi, che sono studiati per il divertimento». Lo afferma Paolo Della Pria, vice presidente dell'Associazione Nazionale Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative (Sapar), commentando l'intenzione della giunta regionale della Valle d'Aosta di impedire l'uso delle "macchinette" ai minori di 18 anni.

La proposta ha creato preoccupazione tra produttori, rivenditori e importatori di giochi ticket redemption che distribuiscono tagliandi da cumulare per vincere premi anche di un certo valore economico. «I ticket - dice però Della Pria - non sono altro che un modo per fidelizzare i clienti, come una normale raccolta punti».

I rappresenanti di Sapar annunciano di aver chiesto alla giunta regionale un incontro «per trovare una soluzione che non danneggi le imprese in un momento già critico per il comparto del puro intrattenimento».

«Il mercato del puro intrattenimento versa ormai in condizioni di estrema sofferenza - sostiene Roberto Marai, titolare di un'azienda storica del settore -: i ricavi delle sale giochi si sono dimezzati, da tre anni non si apre un nuovo FEC, in più adesso se la prendono con i giochi ticket redemption. Siamo stanchi di subire soprusi, politiche senza equità che non tengono conto della realtà».

 

redazione

 

 

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