Quirinale, il premier: avanti su Mattarella. A Roma anche Rollandin

 

Oggi alle 15 il primo voto - La Valle d'Aosta punterà su un candidato che sappia agire «in modo equilibrato»

QuirinaleAOSTA. Si partirà oggi pomeriggio alle 15, con la prima votazione da parte dei grandi elettori. La strada che porterà all'elezione del presidente della Repubblica sarà tra poche ore imboccata. La Costituzione prevede che nelle prime tre votazioni (se ne terranno una oggi e due domani) la maggioranza richiesta per l'elezione sia quella dei due terzi dei componenti dell'assemblea, ovvero 673 grandi elettori. Dal quarto scrutinio il quorum si abbassa: per essere eletti bisognerà conseguire la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea: ovvero, 505. Se il Presidente non sarà eletto, si continuerà sabato mattina.

A Roma oggi ci sarà anche il presidente della Regione Augusto Rollandin, uno dei 58 grandi elettori scelti dalle Regioni. Ieri Rollandin ha incontrato a Palazzo regionale i gruppi presenti in Consiglio regionale per ascoltare le diverse sensibilità e trovare un punto di incontro: la Valle d'Aosta sosterrà «qualcuno che abbia la statura necessaria per agire in modo equilibrato» e sicuramente «nessuno apertamente contro le autonomie», ha detto oggi il presidente della Regione in conferenza stampa.

A livello nazionale le trattative per trovare un candidato comune sono continuate fino a ieri sera tardi. Il premier insiste con Sergio Mattarella. Il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, alle dieci di sera, dopo una lunga tornata di contatti dichiara: "Si parte con Mattarella e si arriva con Mattarella". Sebbene Guerini poi in nottata, smentisce che la frase intendesse chiudere le trattative. Il vero ostacolo sulla strada che porta al Colle per il giudice costituzionale è rappresentato da Silvio Berlusconi. Che non è apparso durante il colloquio avuto ieri con Renzi affatto convinto del nome. Ma il premier è fiducioso che alla fine l'ex Cav possa cedere. Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla giornata convulsa di mercoledì. In mattinata Renzi ha riferito ai suoi parlamentari - deputati prima e senatori dopo - la posizione di Berlusconi, che ha posto un veto su una personalità la cui storia politica sia fortemente identificabile col Pd.

L'ex Cav ha messo sul tavolo in accordo con Angelino Alfano i nomi di Casini e Amato. Pur non escludendo di poter proporre una personalità esterna al Nazareno, Renzi però ha lanciato un avvertimento all'ex-Cavaliere: "Con Fi abbiamo avuto un incontro civile, non vogliono qualcuno con una storia militante nel nostro partito. Non possiamo accettare veti. Sono contraente del patto del Nazareno - ha detto Renzi - e lo rivendico. Il capo dello Stato lo abbiamo fatto sempre con FI ma questo non significa che prendiamo il loro nome. Prendiamo atto ma non accettiamo la preferenza negativa di FI su un esponente con accentuata militanza nel Pd. Il Presidente della Repubblica - ha detto ancora Renzi - deve essere una storia raccontabile prima di tutto al nostro interno".

Renzi non ha fatto esplicitamente dei nomi ai suoi parlamentari, e ha proposto, come aveva anticipato nei giorni scorsi, di partire con la scheda bianca. "Domani - ha detto - dobbiamo decidere se andare sulla proposta che vi ho fatto della scheda bianca, che per me continua ad essere la migliore. Ma decidiamo". Oggi alle 13, ci sarà la riunione dei grandi elettori del Pd, per decidere concretamente cosa fare ai primi tre scrutini. Per trovare un compromesso con la minoranza del partito, Renzi ha ricevuto a Palazzo Chigi l'ex-segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che uscendo ha parlato di un "buon incontro". Da parte sua, Berlusconi ha riferito ai grandi elettori di Forza Italia di non volere un presidente del Pd, dopo che gli ultimi tre capi di Stato sono stati "a noi ostili", delineando l'identikit di un politico d'esperienza, popolare, stimato all'estero. E non è escluso che oggi Renzi veda nuovamente Berlusconi.

 

Elena Giovinazzo

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