Parità di genere nelle nomine regionali, il Consiglio Valle respinge una mozione

Il gruppo PD-FP cita il caso del CdA di Arer composto da soli uomini. Testolin: «Scelte parametrate sulla capacità del candidato, al di là del genere»

Renzo TestolinA larga maggioranza il Consiglio Valle ha respinto mercoledì una mozione sulla parità di genere nei vertici delle società partecipate direttamente o indirettamente dalla Regione.

Secondo i proponenti l'iniziativa richiama «un principio fondamentale: la parità tra donne e uomini» nelle nomine compiute dalla Giunta regionale, mentre il governo valdostano ha evidenziato che «le scelte devono sempre essere parametrate sulla capacità del candidato» e «al di là del genere».

Nell'illustrare la mozione, Clotilde Forcellati ha richiamato la recente nomina del Cda dell'Arer «composto esclusivamente da uomini» in contrasto con il quadro normativo con «l'esigenza di una governance moderna e rappresentativa della società. Il frazionamento del potere di nomina tra diversi enti non può diventare una giustificazione: le istituzioni devono coordinarsi affinché il risultato finale rispetti pienamente le pari opportunità».

Il presidente della Regione Renzo Testolin ha annunciato l'astensione evidenziando che «ad oggi, nei CdA si contano 20 donne su 53 componenti totali (38%), nei collegi sindacali 34 su 78 (43%), nei CdA delle società a partecipazione pubblica regionale (partecipate e controllate) 22 su 65 (34%) e nei relativi collegi sindacali 39 su 88 (44%). I dati - in miglioramento negli ultimi anni - dimostrano una generale sensibilità all'equilibrio di genere. Infine, la normativa statale non prevede vincoli per gli enti che non hanno una struttura societaria».

La maggioranza si è astenuta così come FdI, Lega, Renaissance e AdC mentre hanno votato a favore PD-FP e AVS.

 


Elena Giovinazzo

 

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