Si avvicina la data dell'udienza sul ricorso AVS per far decadere Renzo Testolin dalla carica di presidente della Regione in base alla l.r. 21/2007

«È paradossale e grave che presidente della Regione e avvocatura della Regione puntino persino sull'annullamento di una legge approvata dal Consiglio regionale pur di non applicarla». Lo scrive in una nota Alleanza Verdi e Sinistra a proposito del ricorso contro la nomina di Testolin depositato al Tribunale di Aosta dopo le elezioni regionali dello scorso settembre.
Il prossimo 22 aprile è fissata l'udienza del ricorso, promosso proprio da AVS, che interessa direttamente Renzo Testolin. Alleanza Verdi e Sinistra punta a ottenere la dichiarazione di ineleggibilità di Testolin e a farlo decadere dalla carica di presidente della Regione richiamando la legge regionale 21/2007.
Spiega AVS: «nei giorni scorsi l'avvocato Corea, dello Studio Marini di Roma, designato da Testolin, ha depositato le sue argomentazioni a difesa del presidente». A questo atto «se ne è aggiunto un altro, di contenuto molto simile, depositato dall'avv. Cecchetti, nominato dalla Giunta regionale», la quale si è costituita in giudizio «impegnando oltre 21 mila euro, soldi dei valdostani, per sostenere la difesa di Testolin».
Entrambi gli atti, quello del legale di Testolin e quello del legale scelto dalla Giunta regionale, chiedono al Tribunale «che venga, in primis, dichiarato inammissibile il ricorso depositato da AVS; in subordine di dichiararlo infondato; e infine, addirittura, di sospendere il giudizio e di promuovere questione di legittimità della legge regionale n. 21/2007 davanti alla Corte costituzionale».
«Altro che Autonomia e potestà legislativa regionale - commenta AVS .: qui si vuole far cancellare d'imperio, da parte della Corte costituzionale, una norma votata a larga maggioranza dal Consiglio. Tutto ciò al fine di poter ricoprire cariche di vertice senza quei giusti limiti che tutto l'ordinamento giudiziario pone per evitare fenomeni di personalizzazione del potere, di cristallizzazione di rendite di posizione e per consentire un fisiologico ricambio di chi è chiamato a gestire la cosa pubblica».
«In una Regione piccola come la Valle d'Aosta, che gestisce le risorse pro capite più alte d'Italia ed in cui il potere di chi sta in Giunta è notevole e più ampio rispetto alle altre Regioni, occorre evitare il formarsi di una casta. La norma contenuta nella I.r. n. 21/2007 era stata approvata, vent'anni fa, proprio per correggere una degenerazione. Per vent’anni è andata bene, adesso si vuole tornare indietro, ad un potere senza limiti», conclude la nota.
E.G.




