Istituiti un Osservatorio e una Consulta. Il provvedimento inoltre recepisce il Codice nazionale adattandolo al contesto valdostano

La nuova legge regionale sul Terzo settore incassa il via libera del Consiglio Valle, con AVS e FP-PD che votano con la maggioranza e gli altri gruppi di opposizione (FdI, Lega VdA, La Renaissance, AdC) che scelgono l'astensione.
Il disegno di legge, modificato nella fase di esame in V Commissione, recepisce in particolare il Codice del Terzo settore, adattandone principi e strumenti al contesto regionale. Riconosce il ruolo degli enti del Terzo settore come attori fondamentali della coesione sociale, istituzionalizza il confronto con la Regione.
Il testo inoltre istituisce la Consulta regionale del Terzo settore, con funzioni consultive e propositive, e l'Osservatorio regionale, che si occuperà di analisi e supporto alle politiche regionali. Allo stesso tempo il provvedimento prevede un sostegno stabile a favore del Centro di Servizio per il Volontariato.
Quattro dei dodici emendamenti presentati in aula sono stati approvati, tre dei quali modificati in accordo con il governo regionale.
Se per Loredana Petey dell'UV il testo votato «costruisce un modello valdostano di sussidiarietà orizzontale moderno ed efficiente», e se per Eugenio Torrione di AVS la legge è «necessaria, frutto di un percorso condiviso e di un lavoro serio», secondo FdI il provvedimento contiene delle «criticità». Aldo Domanico, nel suo intervento in aula, si è soffermato sulle «modalità di attuazione dell'amministrazione condivisa ancora poco definite» e sul «rischio di disparità», oltre a esprimere «dubbi sugli effetti organizzativi e finanziari».
«Il Terzo settore - ha commentato nel dibattito Marco Sorbara di FI - è un ecosistema complesso e la Consulta deve riflettere questa pluralità, così come l'Osservatorio deve essere uno strumento operativo e non formale».
Marco Carrel, capogruppo degli Autonomisti di Centro, ha invece scelto l'astensione per dare «un segnale politico e chiaro» sulla questione del ricorso sul limite di mandati in Giunta e la strategia difensiva del presidente della Regione che ipotizza l'incostituzionalità di una legge regionale.
Per Carlo Marzi, assessore alle Politiche sociali, con il voto di oggi il Consiglio Valle ha approvato «una vera e propria legge quadro, di ampio respiro, non settoriale, che costruisce regole comuni, stabili e uguali per tutti, valorizzando il volontariato e le esperienze associative. Si definisce un modello di welfare non calato dall'alto, ma costruito ascoltando chi vive il territorio, rafforzando il passaggio da un approccio basato sulla concessione, in cui la Pubblica amministrazione decide e il nuovo Terzo settore esegue, ad un nuovo modello basato sulla collaborazione in cui si progetta insieme».
Clara Rossi



