In Consiglio Valle la discussione sul provvedimento di amministrazione giudiziaria. FdI: riprendere dossier privatizzazione. PD: Regione assuma ruolo di vigilanza

È fissata per il prossimo 14 luglio l'udienza di comparizione della Casinò de la Vallée nell'ambito dell'indagine per sospetti riciclaggio e false fatturazioni che, coinvolgendo anche due dipendenti "infedeli", ha portato all'amministrazione giudiziaria della casa da gioco di Saint-Vincent. Lo ha confermato il presidente della Regione Renzo Testolin, che detiene la delega sul casinò, intervenendo oggi in Consiglio Valle.
Testolin ha letto una nota degli amministratori giudiziari Corrado Corradino e Ivano Berardi in cui gli stessi spiegano di aver l'incarico di verifica «dei processi aziendali, dei presidi di controllo interno ed esterno» e «degli assetti organizzativi e gestionali della società» nell'ambito delle procedure antiriciclaggio. I due «non svolgono funzioni di indirizzo politico».
«La Regione - ha riferito poi Testolin - ha comunicato agli amministratori giudiziari la più ampia disponibilità e collaborazione per quanto ritenuto opportuno o necessario, fermo restando che spetterà alla società interagire con gli amministratori e con il Tribunale per assicurare la rapida individuazione delle criticità rilevate e l'implementazione di protocolli operativi a supporto della normativa antiriciclaggio e anticorruzione».
Sull'operato dell'amministrazione regionale però la minoranza è andata all'attacco. «Come socio di controllo, la Regione deve assumersi pienamente il proprio ruolo di indirizzo e vigilanza», ha affermato Fulvio Centoz (PD-FP). «A gennaio - ha ricordato - avevamo chiesto alla Regione di attivare un audit esterno e indipendente sui presidi antiriciclaggio del Casinò. Ci era stato risposto che non spettava al Governo regionale intervenire. Cinque mesi dopo, il Tribunale di Torino ha rilevato una criticità organizzativa e sistemica, affermando che il problema non può essere risolto con la sola sostituzione dei vertici».
La Lega ha evocato il rischio di conseguenze ancora più pesanti a carico della casa da gioco. «Il provvedimento di amministrazione giudiziaria evidenzia la totale inadeguatezza delle procedure anticorruzione adottate - ha affermato Corrado Bellora -. Proprio quelle misure che l'amministratore unico, sentito durante una Conferenza dei Capigruppo, ci aveva descritto come perfette, a prova di bomba. Ricordo che l'ultimo atto dell'amministrazione giudiziaria, che è una misura di prevenzione, è la confisca dell'azienda. Non vorrei si arrivasse lì».
Per Fratelli d'Italia invece la situazione potrebbe aprire la porta alla privatizzazione del Casinò di Saint-Vincent. «Esiste uno studio sulla possibile privatizzazione del Casinò, fermo da mesi nei cassetti. Crediamo sia giunto il momento di condividerlo con il Consiglio e di valutarne gli esiti», ha affermato il capogruppo Alberto Zucchi. «Siamo preoccupati - ha poi aggiunto - per le intercettazioni riportate dalla stampa che parlano di un soggetto che, in occasione di un sequestro al casello autostradale di Saint-Vincent, avrebbe sollecitato un intervento del presidente della Regione, che è anche prefetto, nei confronti della Guardia di Finanza. Chiediamo chiarezza: vi sono stati contatti o interlocuzioni su questi fatti? Sarebbe grave e imbarazzante».
M.C.



