Diciannove gli emendamenti presentati in aula al testo che ridistribuisce le maggiori entrate dal gettito Iva

Il Consiglio Valle prosegue oggi l'esame del disegno di legge sulla terza variazione di bilancio: un'operazione frutto di maggiori entrate per 50 milioni di euro grazie al ricalcolo del gettito Iva.
La relatrice di maggioranza, l'unionista Loredana Petey, ha parlato di «risorse importanti che vengono ora trasformate in interventi concreti per la Valle d’Aosta: 31,7 milioni (63%) sono destinati alla spesa corrente, 15,3 milioni (31%) agli investimenti e 3 milioni alle attività finanziarie (6%)». In queste percentuali sono compresi 6 milioni di euro per coprire il disavanzo di bilancio dell'Azienda Usl, 13 milioni per interventi sul territorio colpito da effetti climatici (compresa crisi idrica e sicurezza idraulica), 5 milioni per il comparto agricolo, 3 milioni per i mutui prima casa, 11,3 milioni di euro rivolti a fondi speciali per futuri interventi a favore di famiglie, privati e imprese.
«Nel suo insieme - ha detto ancora Petey - questa manovra trasforma un’entrata straordinaria in una serie di interventi che guardano sia alle esigenze immediate sia alla capacità della Valle d’Aosta di programmare il proprio futuro: sostenere le persone e i servizi, rafforzare il territorio, accompagnare famiglie e imprese e creare condizioni per sviluppo, innovazione e coesione sociale».
Riguardo alla manovra, l'opposizione ha dato voce ad alcune perplessità riassunte nella relazione illustrata da Massimo Lattanzi (FdI). «Quasi metà della manovra, 24,3 milioni di euro, non ha ancora una destinazione concreta - ha osservato -: 13 milioni sono accantonati per interventi legati al cambiamento climatico, senza un elenco di opere, un cronoprogramma o criteri di priorità; altri 11,3 milioni sono destinati a due fondi speciali per provvedimenti legislativi ancora da definire. Sono strumenti previsti dalla normativa, ma riteniamo che il Consiglio debba conoscere con maggiore precisione obiettivi, beneficiari e modalità di utilizzo delle risorse che è chiamato ad autorizzare».
«A parità di risorse», il relatore dei gruppi di opposizione ha proposto di dare «un'impostazione diversa: valutare innanzitutto la possibilità di restituire una parte delle risorse a cittadini e imprese (attraverso interventi fiscali mirati sull’Irap per le imprese che assumono a tempo indeterminato, sull'addizionale regionale Irpef per i redditi medio-bassi, sulle tariffe dei servizi), perché questi 50 milioni non sono il frutto di una politica, sono prodotti dai consumi delle famiglie valdostane, dal lavoro delle nostre imprese, dai bilanci di chi ogni giorno apre una saracinesca in un fondovalle o in un villaggio di montagna. Inoltre, occorre concentrare le risorse restanti su interventi con destinazioni precise e risultati verificabili. Una manovra, quindi, che restituisca dove possibile, programmi prima di spendere e renda verificabile il risultato di ogni scelta: è così che si rafforza, nei fatti, la nostra Autonomia. Questo provvedimento non è una cattiva legge ma, secondo noi, rinuncia a scegliere».
La discussione sul disegno di legge e sugli emendamenti (8 del governo, 2 di Commissione e 9 della minoranza) prosegue oggi.
Elena Giovinazzo
