Vitalizi dei consiglieri regionali, il M5s: "una vergogna che deve essere eliminata"

 

Intervista al capogruppo Ferrero che accusa: "quello che dovrebbe fare la politica lo fanno giornalismo e magistratura. E' uno schiaffo al presidente del Consiglio"

Ferrero-stefano1Cosa sono esattamente questi vitalizi?

«I vitalizi in gran parte sono pensioni che vengono corrisposte agli ex consiglieri e alle loro vedove pur non avendo sostanzialmente contribuito alla costituzione di un fondo pensioni. La maggioranza sono consiglieri che precepiscono vitalizi in base ad una legge che li calcolava sugli stipendi. Ora si è passati ad un sistema misto, che prevede una contribuzione, mentre una volta venivano dati tout court. Sostanzialmente sono benefici, secondo noi che li abbiamo sempre contestati, illegittimi e che dovrebbero essere tolti a tutti. Tra l'altro in molti casi la persona percepisce la pensione per il proprio lavoro, il vitalizio e ha anche il posto nella società partecipata regionale di cui magari è amministratore o consigliere. Siamo all'assurdo».

Allora diventare consiglieri regionali in Valle d'Aosta è fare bingo?
«Era fare bingo, ora le cose sono state ridimensionate però questa dei vitalizi è una vergogna che deve essere eliminata. Nel nostro programma nazionale e regionale c'era questo punto».

Ora che la legge è cambiata, come vengono calcolati i vitalizi?
«Una parte, di circa 450 euro, è versata mensilmente dal consigliere come contribuzione al fondo, quindi vengono tolti allo stipendio, e una parte che è quasi il triplo viene versata dal Consiglio. Si è passati ad un sistema contributivo, ma a nostro parere una persona che fa politica non dovrebbe percepire una pensione. Ci sono casi di consiglieri morti da 20 anni con vedove che continuano a percepire il vitalizio ed in questo momento, in cui il bilancio ha tagliato tutto, la prima cosa da eliminare sono questi vitalizi. Diverso è il fatto dei versamenti per mantenere la contribuzione del lavoro che il consigliere faceva».

La Stampa nell'articolo di oggi parla di dati riservati. Anche voi del M5s spesso parlate di dati riservati che non vi vengono forniti dalle partecipate. Come si spiega tutta questa riservatezza in Valle d'Aosta?
«E' molto semplice: quando i numeri sono scomodi non vengono resi pubblici o vengono occultati in tutti i modi. Siamo in una situazione assurda in cui quello che dovrebbe fare la politica lo stanno facendo il giornalismo e la magistratura. Questa è una sconfitta, l'ennesima, per una politica incapace di vedere che i tempi sono cambiati, che certi privilegi bisogna toglierli. E' anche uno schiaffo in faccia secondo me soprattutto al presidente del Consiglio e a tutto l'ufficio di presidenza. Noi da quando siamo entrati in Consiglio abbiamo sollecitato il fatto di rendere pubblici questi dati. Se una persona prende 5.000 o 6.000 euro di pensione lorda non deve vergognarsi. Se non se ne vergogna deve renderlo pubblico, se si vergogna allora rinunci alla somma. Non c'è una via di mezzo. Se uno vuole ingrassarsi abbia il coraggio, e non sia vigliacco, e renda noti i dati che i cittadini devono sapere.

Secondo te qualcuno si vergogna di prendere questi soldi?
«No, assolutamente no. Purtroppo, vedendo i nomi, si parla della classe politica che ha distrutto la Valle d'Aosta. Quasi tutte persone senza vergogna e soprattutto di quell'area di sinistra che andava in bicicletta a prendere in posta assegni da 4-5000 euro. Quelli sono i peggiori, la peggior sinistra che ha sempre dato lezioni agli altri e intanto intascava i soldi, si ingrassava e continua ad ingrassarsi».

Voi del M5s avete proposto una modifica sul cumulo dei vitalizi
«Abbiamo fatto due o tre tentativi sul discorso dei vitalizi in generale, ma dato che era impossibile intervenire abbiamo proposto di restringere l'eliminazione del vitalizio a coloro che sono stati anche nei parlamenti italiano ed europeo e si trovano a prendere tre o quattro pensioni. Per questi casi abbiamo presentato una proposta di legge che elimina del tutto il vitalizio regionale e se ne parlerà oggi in prima Commissione. E' stato anche convocato Ferruccio Lustrissy in rappresentanza degli ex consiglieri che dirà la sua nel corso dell'audizione a cui io sarò presente: sono curioso di sapere cosa dirà».

Questa classe politica, quella seduta in questo momento a Palazzo regionale e gli ex, si rende conto del periodo storico che stiamo vivendo? Il loro mondo finisce ai cancelli di palazzo regionale?

«Il loro mondo finisce al cancello di uscita delle loro ville. Quello che succede fuori non interessa e lo hanno dimostrato perché un qualsiasi ex consigliere avrebbe potuto prendere l'iniziativa e rinunciare ad almeno il 50% del vitalizio adesso che la Valle d'Aosta è in ginocchio. Sarebbe stato un gesto simbolico importante di una politica che fa autocritica, che vuole presentarsi con una faccia nuova e chiedere scusa per i danni che ha fatto. Questo invece non c'è stato né da parte degli ex politici né da parte dei politici di maggioranza che adesso ricoprono le cariche. Tra le persone che percepiscono questi super vitalizi ci sono anche molti componenti dei direttivi degli altri partiti di opposizione e questo ci spiace perché effettivamente, anche da parte di Alpe e Uvp, avremmo auspicato un intervento preventivo che sarebbe stato opportuno per affrontare la situazione. Invece si aspetta sempre che sia la magistratura o il giornalista di turno a risolvere le cose».

 

Marco Camilli

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