Banche di credito cooperativo: la riforma arriva al Senato dopo l'ok della Camera

Il decreto del governo Renzi, che ha incassato la fiducia, deve essere approvato entro il 15 aprile

soldi-economiaAOSTA. E' iniziato l'esame in Senato il decreto che riforma le banche di credito cooperativo. Il governo ha incassato nei giorni scorsi sul provvedimento 274 sì e 114 i no, dopo aver ottenuto in precedenza 351 voti sulla questione di fiducia. Una flessione dovuta soprattutto alla partenze di molti parlamentari per le vacanze di Pasqua, dal momento che il calo riguarda anche i contrari, che precedentemente erano stati 180.

Tempi relativamente rapidi per il via libera definitivo si prevedono anche a Palazzo Madama, dal momento che il decreto scade il 15 aprile. Dalla sua pagina Facebook il capogruppo Ettore Rosato rivendica il risultato: "L'obiettivo è di rendere più sicuro e solido il nostro sistema bancario, attraverso maggiore controllo, trasparenza e stabilità. Solo così, sarà possibile sostenere il sistema del credito per famiglie e imprese. È stato un lavoro che ha coinvolto tutto il gruppo dei deputati Pd che ha saputo trovare una sintesi pienamente condivisa".

Concetti identici a quelli espressi da Paolo Tancredi (Area popolare), che definisce il decreto "un buon compromesso" che "consolida il sistema del credito cooperativo e più in generale il sistema bancario italiano”.

Critica con il metodo della decretazione d'urgenza Forza Italia: "Questo presupporrebbe che il governo avesse argomentazioni forti ma non ne ha. Ecco perché fa decreti, appone la fiducia e fugge dal confronto", ha detto Pietro Laffranco.

Critiche anche dalla Lega: "Avremmo potuto comprendere questo tipo di intervento per la ventina di bcc in sofferenza ma non per l’intero sistema formato da ben 371 banche radicate capillarmente nel territorio, con 1 milione e 200 mila 000 soci, 37 mila dipendenti e oltre sei miliono di clienti" ha affermato intervenendo in Aula Filippo Busin.

Ma la seduta che è terminata con l'approvazione del decreto, la scorsa settimana, è stata caratterizzata soprattutto dalle proteste dei Cinque stelle, che hanno anche organizzato un sit in di protesta davanti a Montecitorio. I Cinque stelle rivendicano i risultati dell'ostruzionismo: “Se non fosse per noi, la maggioranza avrebbe già chiuso i lavori a ora di pranzo. Tutte le schifezze del decreto Bcc meritavano però un approfondimento maggiore e una denuncia chiara" ha dichiarato il capogruppo Michele Dell'Orco. Adesso per 42 di loro, però, si profilano sanzioni disciplinari.

 

Clara Rossi

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