Lega Nord critica l'accordo tra le Università della Valle d'Aosta e di Rabat

 

L'intesa con l'università marocchina "conferma la grave crisi nella quale versa l'ateneo valdostano"

AOSTA. "L'ultimo accordo stipulato dall'Uni-VdA (con l'Università di Rabat, Marocco) conferma, se ve ne fosse stato bisogno, la grave crisi nella quale versa l'ateneo valdostano". Così la Lega Nord a proposito dell'intesa siglata dall'ateneo valdostano per lo studio delle scienze politiche.

"L'unico punto comune che possiamo ritrovare tra le due entità è il ruolo smisurato che il potere esecutivo vi esercita, la dinastia Alauita in Marocco con il re Mohamed VI e la dinastia Uvvita in Valle d'Aosta con l'imperatore Rollandin V (che è addirittura anche Presidente dell'Università)" afferma il partito aggiungendo che non ci sono giustificazioni per una intesa di tal genere.

"Queste somiglianze tra regimi para-democratici (il Marocco è una monarchia costituzionale con grossi problemi ad applicare i diritti fondamentali dell'uomo, la Valle d'Aosta un ibrido simil-feudale in costante evoluzione antidemocratica) non paiono giustificare un'intesa sul tema degli studi di scienze politiche.
Non va meglio con l'altro argomento avanzato come "ineluttabile" ("avremo a che fare, piaccia o meno, sempre più con l'Africa del Nord") né con quello tanto abituale quanto fasullo della "francofonia" (quanti professori dell'UniVdA sanno esprimersi in un francese corretto? A meno che, ovviamente, proprio per dare un senso al "bilinguismo", si sia deciso di rivolgersi al… Marocco!)".

"Sull'Università di Grenoble - si legge ancora nella nota -, un discorso più approfondito appare necessario: che un'università francese abbia rapporti che vanno fino al doppio diploma con istituzioni di un paese che fu sua colonia e con cui mantiene rapporti post-coloniali non sempre cristallini è una cosa; che dell'Università alpina di Grenoble, storicamente molto legata alla Valle d'Aosta" si scelga "di privilegiare i rapporti con Rabat è un'altra, non si sa se più ridicola o offensiva".

 

redazione

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