Eliski in Valle d'Aosta, parere favorevole delle Commissioni alla nuova disciplina

 

La delibera aggiorna la legge del 1988. Opposizione: "da governo atteggiamento pilatesco"

AOSTA. Le Commissioni Assetto del territorio e Sviluppo del territorio del Consiglio regionale hanno espresso, con il voto contrario dell'opposizione, parere favorevole sulla nuova disciplina dell'eliski. Il parere, a titolo consultivo, riguarda una proposta di delibera che dispone nuove modalità attuative della legge regionale risalente al 1988.

I presidenti delle due Commissioni, Pierluigi Marquis (Sa) e Giuseppe Isabellon (Uv), spiegano che la delibera quadro in questione «revoca le precedenti, aggiornando la materia alla luce delle esperienze e delle conoscenze acquisite in questi anni di applicazione della legge. Le nuove modalità trattano principalmente della pratica dell'eliski come strumento di potenziamento dell'offerta turistica in Valle d'Aosta, tenuto conto delle necessità di sicurezza, tutela dell'ambiente e della fauna selvatica. Spetterà poi ai Comuni che possiedono sul proprio territorio aree adibite alla pratica dell'eliski l'aggiornamento della propria cartografia e la disciplina dei rapporti con i gestori del servizio».

Secondo i due esponenti di maggioranza la nuova disciplina, «frutto di un lavoro condiviso con l'Unione valdostana guide di alta montagna, il Consorzio degli Enti locali e dei portatori di interesse, consentirà di gestire in maniera più chiara e più sicura questa pratica, che riveste un importante valenza economica e turistica».

Secondo la minoranza invece «l'analisi in Commissione della proposta di delibera sull'eliski abbia evidenziato la totale mancanza di volontà, da parte della Giunta, di dare indirizzi precisi che avrebbero comportato conseguenze migliorative su tale pratica», come affermano Patrizia Morelli e Fabrizio Roscio (Alpe). «Invece di introdurre linee guida, anche minime, sugli standard comuni per la sicurezza da adottare su tutto il territorio regionale, con ricadute positive sulla prevenzione degli incidenti, si è preferito, con atteggiamento pilatesco, delegare ai Comuni le scelte sulla sicurezza e sulle misure che consentirebbero la convivenza e lo sviluppo di altre pratiche potenzialmente interessanti per il territorio, come lo sci alpinismo e le ciaspole».

 

E.G.

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