Cercheremo di fare questo nei prossimi mesi

 

L’assemblea ordinaria dei soci della nostra associazione, tenutasi anche mediante collegamento con modalità da remoto, mercoledì 27 u.s., ha approvato all’unanimità le attività socio-culturali per il 2026 e 2027, continuando la lunga attività svolta in questi ventinove anni di attività a livello nazionale.

Si terrà, in occasione del trentennale del suicidio del prof. Antonio Sonatore, che il 7 aprile 1996 si è dato fuoco dinnanzi al tribunale di Aosta per protestare contro la Giustizia Ingiusta, che lo aveva estromesso dalla vita della propria figlia e che aveva ignorato i suoi diritti di padre, un Convegno nazionale ad Aosta (19 settembre) e a Perugia (in ottobre) sul tema: “Con l’attuale cultura sulle separazioni, dove andrà la giustizia?”, con la presenza di un magistrato, uno psicologo, un genitore e un politico e/o sociologo. L’incontro era previsto per aprile, ma oggettive difficoltà organizzative avevano spostato la data a giugno ed ora, per le note vicende politiche regionali che potrebbero portare a nuove elezioni del consiglio regionale, è stato spostato, definitivamente, ai mesi di settembre ad Aosta e di ottobre a Perugia. Specifiche iniziative sul tema della separazione dei genitori e l’affido dei figli, ragione per cui il padre valdostano si era tolto la visita, verranno organizzate ad Aosta per il mese di settembre.

Il telefono raggiungibile 24/24 h verrà potenziato e verrà destinato a questa attività il numero telefonico +39.328.5322200, oltre all’altro 347.6504095. Si suggerisce, a chi ci contatta, di avere a disposizione il fascicolo del procedimento e, comunque, il materiale utile per l’affido dei minori e per poter dare consigli attinenti alla situazione specifica del singolo caso.

Maggior cura verrà data al rapporto diretto con gli utenti, tramite email e/o telefono e/o incontri di persona, con la disponibilità all’ascolto di chi contatterà l’associazione, conservando lo spazio notturno, per questa attività, con fascia oraria 21-23, compresi i festivi. Alle email verrà data risposta entro 48 h. Per tutte le urgenze, come sempre fatto, l’associazione conferma la propria disponibilità, 24/24 h.

Verranno attivate le già annunciate trasmissioni in diretta streaming e le registrazioni di interventi di professionisti, accessibili dal nostro sito web www.genitoriseparati.it, della durata massima di 30’. Tali interventi, specifici e circoscritti, possono dare una valida risposta ai frequenti interrogativi formulati nelle telefonate e possono, altresì, sostituire alcuni convegni e conferenze, spesso non realizzabili per la mancanza di disponibilità economica.

Il rapporto diretto con il pubblico verrà incrementato con specifiche conferenze, dibattiti pubblici, convegni e con la partecipazione diretta a tutti quei dibattiti pubblici che affrontano in modo serio le vaste e variegate problematiche che il genitore e i loro figli devono affrontare dopo la fine della convivenza familiare.

L’associazione è disponibile ad organizzare i pubblici incontri su segnalazione di luogo, data e tematica da parte della società sensibile alle critiche problematiche che creano disorientamento nei genitori, nelle istituzioni preposte alla tutela dei minori e soprattutto nei minori, spesso abbandonati a sé stessi e privati dell’importante e insostituibile figura del padre.

Agli enti locali chiediamo di esprimersi con vincolanti provvedimenti sulla gestione, regolamentata, dell’attività dei servizi sociali, secondo quanto prevede la legge 241/’90 e ss.mm., oggi inapplicata, sulla quale non vengono predisposti vincolanti e specifici monitoraggi di spettanza degli enti locali, così come prevede la legge.

Al fine di porre termine all’iniqua distribuzione dei finanziamenti pubblici (e quelli privati, finanziati, però, dalle casse pubbliche) e delle agevolazioni fiscali alle persone in difficoltà economica, si chiede, con insistenza, che vengano emanati specifici provvedimenti con i quali si provvede a creare: a) Registro regionale unico dei contributi elargiti dalla regione e dagli enti pubblici; b) la Istituzione del Protocollo unico regionale per la concessione di contributi, elargizioni e benefici pubblici; c) si chiederà, agli enti locali, un nuovo regolamento (o la modifica di quello vigente) di accesso dei c.d. separati all’edilizia pubblica, prevedendo la riserva del 40% degli alloggi ai separati con figli in difficoltà economica, anche se non sono collocatari degli stessi; d) si continuerà ad insistere sulla necessità della creazione dell’Istituto del patrocinio a spese della Regione per i separati in difficoltà economica, permettendo loro, così, di potersi difendere e difendere i propri figli, poiché, non potendo scorporare dal proprio reddito l’assegno di mantenimento e le spese straordinarie, di fatto, non possono accedere al patrocinio statale.

L’affido congiunto paritario dei minori deve divenire una realtà, sempre, anche quando questo presuppone che il genitore, ordinariamente, non può allontanarsi dai luoghi in cui sono nati e sono sempre vissuti i figli. Ciò ridurrebbe la conflittualità genitoriale e le sopraffazioni economiche del genitore “più furbetto”, protetto o pilotato quasi sempre dalle oscure associazioni che combattono, istituzionalmente e con grande pressapochismo, la violenza di genere, dove l’uomo è quasi sempre vittima nell’indifferenza del servizio sociale e delle forze dell’ordine.

Nei casi in cui permane l’affido-collocazione ad un solo genitore, si dovrà prevedere l’assegno di mantenimento per i figli a carico di ambedue i genitori, compreso quello presso cui vivono i figli (come scritto, “indirettamente”, nel codice civile e nell’art. 30 della Costituzione), ma non sempre a carico del solo genitore non collocatario, di solito il padre, richiedendo approfondite indagini sui redditi dichiarati dal genitore collocatario, che, molto spesso, contrastano, palesemente, con il suo tenore di vita medio-alto, anche se piange miseria per avere un mantenimento più consistente da parte dell’altro genitore.

Se il mantenimento verrà versato in modo paritetico da ambedue i genitori, l’importo dell’assegno graverà su ciascun genitore nella misura del 50%, ma non per intero sul solo padre, come avviene oggi. L’assegno di mantenimento per i figli non può essere, di fatto, un mascherato assegno di mantenimento per la madre dei figli.

I Servizi sociali devono essere consultati per informare i giudici, ma non per farsi sostituire nelle decisioni che sono di esclusiva competenza di quest’ultimi. Il giudice, nel conferire l’incarico di reperire informazioni, deve anche predisporre le modalità attuative a garanzia della oggettività delle informazioni e della dovuta trasparenza (come prescrive la legge dopo la riforma Cartabia, entrata in vigore l’01.03.2023).

I giudici devono rispettare ambedue i genitori, ricercare la verità dinnanzi a denunce di violenza o stupro, che potrebbero essere, come spesso, poi, si dimostra, strumentali per far condannare, ad ogni costo, l’altro genitore; devono prevedere che tutte le spese straordinarie devono essere precedute dal consenso preventivo di ambedue i genitori e devono determinarle caso per caso, per evitare che spese ordinarie e/o non estremamente necessarie vengano imposte ad un genitore economicamente ridotto in miseria dai tribunali. I protocolli sulle spese straordinarie (creati dai soli giudici in accordo con gli ordini degli avvocati locali) non possono avere una obbligatorietà e sostituire il reciproco consenso dei genitori. Lo stesso affido congiunto con la collocazione prevalente dei figli al 94% alla madre è una bufala che terminare. I politici perché si rifiutano di intervenire?

Tanti temi verranno affrontati con il contributo e la sollecitazione di tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra società e tutelano la serenità dei minori, spesso affidati alla strada.

 

Ubaldo Valentini, pres. Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps),
tl. 347.6504095, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.genitoriseparati.it.

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