Il ruolo insostituibile dei nonni nella crescita dei figli con genitori non più con viventi
La storia ci insegna che i nonni sono sempre stati fonte di saggezza per la società e una risorsa, non solo educativa, per i nipoti, oggi sempre più coinvolti nella conflittualità tra i genitori, che lascia in loro un segno indelebile. Le istituzioni, però, non hanno mai preso seriamente in considerazione il ruolo insostituibile, nell’economia gestionale dei genitori non più conviventi, di queste figure, chiamate assai frequentemente a sostituire una genitorialità evanescente e scarsamente attenta ai bisogni dei minori, talvolta costretti a vivere la vita della strada, con tutti i rischi che ciò comporta e di cui la società ne sta pagando le conseguenze.
La famiglia, nella cultura odierna, non è più una testimonianza di vita da tramandare, ma una corsa verso quell’attimo fuggente che ci prospetta paradisiache mete, che mai, poi, raggiungeranno la sperata realizzazione. Siamo in presenza delle famiglie allargate, molto allargate e sempre, fondamentalmente, instabili, che mettono al centro non i minori, ma le loro volubili esigenze e la ricerca di una momentanea felicità.
L’incertezza dell’adulto provoca solo instabilità caratteriale nel minore, che, spesso, preferisce la strada e la piazza come guida per sé, ma non i genitori. L’esempio dell’adulto (genitori e loro contesto affettivo) diventa un peso, perché il minore si sente escluso dai loro veri interessi affettivi perché assorti nell’ardua difesa delle loro libertà personali, che escludono la preminenza del figlio nel suo interesse esistenziale. Il minore, nel fuggire dal riferimento ai genitori e da un mondo che avverte come nemico, perché è indifferente alle sue esigenze esistenziali, si perde nei fantasmi sociali, che dovrebbero salvarlo dal profondo disagio in cui è costretto a vivere per la mancanza di validi riferimenti etici e affettivi.
Il mondo del minore si apre ad un altro mondo, anch’esso incerto e fortemente evasivo dai reali problemi che la vita di ciascuna persona deve affrontare e su cui deve riflettere. Non è il mondo degli adulti condivisi, come potrebbero essere i genitori e i fratelli, ma quello dei pari, che, pur vivendo le stesse pesanti esperienze e gli stessi fallimenti, hanno creato un loro dorato mondo in cui trovare conforto e riferimento.
Il ruolo rassicurante dei nonni per nipoti soli
La figura dei nonni, incisiva, ma non solo emotiva, è fondamentale per rassicurare i minori, che sempre con maggior frequenza, nel loro affido, dopo la fine della convivenza dei genitori, chiedono di stare con i nonni, perché accudenti, responsabili e, soprattutto, attenti alle loro esigenze esistenziali.
Tra nipoti e nonni spesso c’è quel dialogo che manca con i genitori e la cui figura, in questo contesto, assume un ruolo marginale, perché le rispettive presenze non sono più accettate dai minori stessi, che si ritengono, assai spesso e, talvolta, anche a ragione, defraudati dei loro diritti di figli.
I nonni sono rassicuranti per i nipoti e, in una società dove la famiglia è una nozione culturale sganciata dalla quotidianità profonda in cui i minori vivono, la stabilità è rappresentata dai nonni, attenti ai loro bisogni, ma anche disponibili a condividere una quotidianità che, altrimenti, sarebbe sempre più anonima e, di conseguenza, meno incisiva nella formazione della loro personalità.
I nonni devono essere ringraziati dalla società, perché assolvono ad un compito educativo e formativo dei nipoti, altrimenti trascurato dai genitori, la cui presenza frettolosa, alimenta nei figli solo delusione e, anche se ben mascherato, un forte e profondo senso di delusione, che compromette il loro equilibrio psico-fisico e che, come la cronaca quotidianamente ci ricorda, prima o poi, esploderà in forme incontrollate, mettendo a rischio il futuro della società, come già il fenomeno della delinquenza minorile organizzata ci ricorda.
I nonni, con tutti i limiti legati all’età e alla loro piena autonomia, sono una risorsa per i minori e dobbiamo essere loro grati per il ruolo suppletivo del genitore più o meno consapevole del fatto che i figli vengono prima delle sue esigenze, dallo stesso considerate inderogabili, e delle sue libertà, spesso solo immaginate.
Il ruolo dei nonni nella cura e crescita dei nipoti
Il ruolo dei nonni nella cura e crescita dei nipoti, anche nelle famiglie conviventi, è sempre più fondamentale anche per la odierna mancanza di quella sicurezza economica e sociale che dovrebbe garantire una serena pianificazione della genitorialità. I nonni sono chiamati a continuare a mantenere i loro figli, anche se sposati e pluriseparati, e i nipoti in un contesto sociale che, però, poco si interessa di loro e delle esigenze dei minori, loro nipoti, a cui provvedono. Due terzi dei genitori non convivono più tra loro e il problema, sia dell’affido di questi minori che quello della formazione della loro personalità, non costituisce una loro priorità e, di conseguenza, c’è uno strisciante abbandono dei minori a sé stessi, come se, anche se molto piccoli, fossero in grado di decidere il loro futuro.
Cambiare le modalità di affido dei minori coinvolgendo, sempre, i nonni.
La crescita dei minori va gestita con il dialogo e la collaborazione di tutti, compresi i nonni, che i tribunali, prima di ogni affido dei minori, dovrebbero consultare direttamente e prevedere per loro, quando ne esistono le condizioni favorevoli, un pomeriggio alla settimana in cui i nipoti trascorrono il tempo con i nonni, soprattutto quando uno dei genitori vorrebbe addirittura estrometterli, perché sono ritenuti non necessari nella crescita e formazione minori o si riconosce loro solo il ruolo di crocerossini economici o tappabuchi. La presenza dei nonni, quando è possibile, va potenziata e garantita, se vogliamo togliere i minori dalla incontrollata strada, capace di creare bande delinquenziali e/o baby-gang poco raccomandabili.
La legge sull’affido va rivista non per vantaggi elettorali ma perché non più rispondente alle esigenze de minori e dei loro genitori e va prevista stabilmente la presenza dei nonni materni e paterni, quando possibile, come soggetti attivi nella crescita dei minori, assieme agli zii ed ai cugini, predisponendo severe sanzioni, compresa la sospensione della responsabilità genitoriale, verso il genitore che boicotta la presenza dei nonni, soprattutto quando sono in guerra (quasi sempre) con l’altro genitore. Certo, gli enti locali dovrebbero predisporre corsi propedeutici al ruolo, corretto, di essere nonni attivi e pretendere una stretta e regolamentata collaborazione tra genitori, minori, scuola e servizio sociale, per una serena crescita dei minori con i genitori non più conviventi, ma pur sempre genitori, con specifici doveri verso i propri figli e verso la società in cui vivono. I politici devono ricordarsi che ignorare il ruolo emergente dei nonni nella crescita dei nipoti è un sottrarsi al ruolo educativo di chi guida la società e di chi, istituzionalmente, deve tutelare i minori, spesso gestiti da un proprio servizio sociale, arrogante e superficiale, a cui manca la nozione di nonno.
Gemma e Antonio un esempio, unico, da imitare e da valorizzare
Gemma e Antonio sono due nonni della provincia di Lecco, che, da quindici anni, suppliscono, assieme al padre, all’assenza della madre, che ha abbandonato i tre figli, chiedendo al servizio sociale a cui sono affidati e al giudice, addirittura, l’affido dei figli ad una comunità o a cittadini privati per non pagare, così, l’irrisorio assegno di mantenimento al padre, che, in circa dieci anni, non ha mai corrisposto e, per tale omissione, è stata anche condannata (penalmente), in via definitiva. I nonni hanno accolto il figlio, la moglie e i tre nipoti nella loro casa e, dopo l’abbandono materno, aiutano il padre, che deve lavorare dalla mattina alla sera per mantenere da solo i figli e provvedere alla loro educazione e formazione. Lo hanno sempre fatto, con generosità e tanto amore, e i figli, considerata l’indifferenza materna, non vogliono più avere rapporti, nemmeno protetti, con la genitrice.
A seguito di una strategica denuncia della madre ed ex compagna (molto simile, diciamo quasi identica, sia nei contenuti che nella strategia, a tante altre preparate e seguite dai centri antiviolenza italiani), il padre, impossibilitato a difendersi su fatti inesistenti, è stato condannato – in via definitiva, anche a seguito di ricorso in Cassazione – per violenza sessuale sulla moglie e maltrattamenti in famiglia, a sei anni e sei mesi di carcere, che ha iniziato a scontare dal dicembre scorso in un carcere dell’hinterland milanese. I figli di 15, 13 e 10 anni sono molto legati al padre ed ai nonni paterni, dove sono sempre vissuti e dai quali hanno ricevuto affetto disinteressato, disponibilità a gestire il loro tempo libero e il mantenimento in aiuto al padre.
I figli sono stati collocati, anche per espressa valutazione della Ctu, presso i nonni paterni e, così, quotidianamente, possono parlare al telefono con il padre (per un massimo di 10 minuti al giorno) e possono andare a fargli visita in carcere. La solerte Corte d’Appello civile milanese ha ridotto, alla madre senza lavoro (per sua scelta e non per mancanza di offerte lavorative), l’assegno di mantenimento per i minori (che, ora, economicamente, gravitano esclusivamente sui nonni, sullo zio e sulle zie), da 150 a 50 euro al mese per figlio, costringendo i nonni – che non possono più contare sullo stipendio del loro figlio - a pagare un terzo dei costi della Ctu, dell’onorario della curatrice speciale dei minori, delle spese straordinarie e del mantenimento dei minori. Una vergogna! La madre, che gode di ottima salute, fa risultare un lavoro dipendente part-time di poche centinaia di euro (somma non “pignorabile” da parte dei creditori) al mese – ma a tempo indeterminato – che non sono sufficienti per pagare nemmeno il nudo canone di locazione dell’appartamento dove ora dichiara di risiedere.
A questi nonni, ma anche allo zio e alle due zie, porgiamo un doveroso ringraziamento a nome di tutti i cittadini onesti e rispettosi delle volontà dei minori con genitori non più conviventi. Un grazie a tutti i nonni per la insostituibile presenza con i nipoti, soprattutto quando i genitori hanno altre preoccupazioni.
A tutti i nonni il nostro grazie per esserci.
Ai giudici e ai politici chiediamo di rispettare il lavoro indispensabile svolto dai nonni, soprattutto quando i genitori sono presenti solo formalmente, ma non sempre!
Ubaldo Valentini, pres. Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps),
tl. 347.6504095,




