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Morso di vipera: quali sono i sintomi e cosa fare

  • Pubblicato: Giovedì, 28 Marzo 2019 16:12

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vipera

AOSTA.  In primavera, le vipere fanno la loro comparsa all'aperto per termoregolarsi. Il territorio e il clima secco della Valle d'Aosta, caratterizzato da una buona esposizione al sole, ne favoriscono lo sviluppo e la sopravvivenza.

Nel 2018 in Valle d'Aosta si sono registrati dall'inizio dell'estate cinque casi di morso di vipera e tre di questi hanno riguardato dei bambini. Il morso solitamente è molto doloroso, ma raramente il veleno provoca la morte, come erroneamente si crede. È comunque sempre bene chiamare sempre il 112 anche se non si è certi che il rettile sia una vipera. Tuttavia in caso di complicanze esiste un trattamento: il siero antivipera disponibile.

Quali sono le caratteristiche che aiutano a riconoscere la vipera?
La vipera è un serpente lungo meno di un metro, di colore grigio-marrone talora rossastro o giallastro con una striscia a zig-zag sul dorso. Esistono anche esemplari completamente neri. La testa è triangolare ed è più larga del corpo, l'occhio ha la pupilla verticale, la corta coda finisce bruscamente dopo il corpo
cilindrico. Vive in pianura e in montagna fino a 3000 mt, ama luoghi aridi e caldi caratterizzati da una buona esposizione alla luce solare, si trova sotto i sassi, in mezzo agli arbusti e nelle siepi ai margini dei boschi. Dal carattere timido, preferisce sempre fuggire o nascondersi se si sente minacciata e difficilmente attacca.

Come si riconosce il morso di vipera?
Il segno caratteristico è la presenza di due fori distanziati di 0,5 -1 cm, corrispondenti ai due denti anteriori con cui la vipera inietta il veleno. I morsi degli altri serpenti non velenosi sono caratterizzati invece da più fori lasciati dell'intera arcata dentaria. In alcuni casi può capitare che sia presente un solo foro in caso di perdita di un dente o di un morso lieve.

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Che cosa contiene il veleno di vipera e cosa provoca ?
Nel veleno di vipera sono presenti diverse sostanze che causano danni alle cellule: le Neurotossine che bloccano la trasmissione neuromuscolare causando paralisi dei muscoli; le emotossine che alternano la coagulazione del sangue e sono responsabili di emorragie e della formazione di trombi con rischio di embolia polmonare; neurotossine responsabili di danno renale. Nessuna di queste sostanze è di se per sé mortale. 

Quali sono le complicanze?
Una delle complicanze più frequenti è la Sindrome compartimentale, una condizione patologica caratterizzata da gonfiore dei tessuti con incarceramento e compressione dei vasi e dei nervi all'interno dell'arto sede del morso che causa la morte (necrosi) dei tessuti con il rischio di amputazione se non s'interviene tempestivamente. Altre complicanze sono: allergia fino allo shock anafilattico, evenienza non rara; emorragie e trombosi; insufficienza renale; danni muscolari e paralisi dei muscoli oculari e respiratori.
Difficilmente l'avvelenamento da morso di vipera causa la morte nell'uomo ed in Europa è registrato un decesso ogni cinque anni. La morte sopravviene per altre complicanze che dipendono da vari fattori: malattie croniche, l'uso indiscriminato del siero antivipera, quantità di veleno iniettato, sede colpita e caratteristiche dell'individuo. Esiste un rapporto dose veleno/peso corporeo: i bambini con peso corporeo minore e gli anziani con patologie croniche sono più a rischio di sviluppare complicanze. Inoltre influisce la sede del morso (il collo e la testa sono i siti più pericolosi per difficoltà a mettere in atto le procedure per bloccare e ritardare la diffusione del veleno.) Bisogna inoltre considerare il tempo trascorso dal morso e l'arrivo al punto di primo soccorso, la temperatura ambientale (il caldo favorisce il passaggio nel sangue del veleno a causa della vasodilatazione), l'attività fisica svolta dalla vittima dopo il morso (l'agitazione, i movimenti favoriscono la diffusione del veleno.) l'età del rettile (la vipera giovane contiene un veleno meno pericoloso).

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Quali sono i sintomi e quando preoccuparsi?
La sintomatologia il più delle volte si esaurisce in sede locale con lieve gonfiore nella sede del morso, senza dare manifestazioni a carattere generale e ciò in genere indica una prognosi favorevole. La comparsa di sudorazione profusa, agitazione, sete intensa, sensazione di freddo, dolori muscolari e addominali associati a nausea e vomito persistente, calo della pressione arteriosa e/o alterazione della coscienza nelle prime ore dal morso sono sintomi e segni preoccupanti che possono sfociare in complicanze gravi.
Nelle ore successive al morso (8-12 ore fino a 24 ore) una delle complicanze più frequenti è la sindrome compartimentale, che si palesa con il gonfiore, continua e inesorabile dell'arto interessato dal morso.

Che cosa fare quando si è stato morsi da un serpente?
Prima di tutto è necessario sapere come si può riconoscere il morso della vipera da quello di un serpente innocuo, per non spaventarsi inutilmente. Il morso di vipera è caratterizzato da due piccoli ma netti fori, più raramente uno, distanti l'uno dall'altro circa un centimetro. Questi segni sono lasciati dalle zanne velenifere e inizialmente tendono a circondarsi di un alone rossastro fino a diventare violacei.
La caratteristica più evidente del morso da vipera è il dolore acuto, o meglio la sensazione di bruciore nel punto in cui è stato iniettato il veleno. Il morso di un serpente non velenoso, invece, lascia impronte di tutta la dentatura generalmente sotto forma di forellini molto ravvicinati. Questi morsi non sono pericolosi
perché la loro tossicità è nulla e basta disinfettare come una normale ferita superficiale.
In caso di morso da vipera si deve per prima cosa chiamare il 112 e raggiungere in tempi rapidi il Pronto soccorso più vicino. Nell'attesa è fondamentale stare tranquilli e non muoversi (il movimento facilita la diffusione del veleno nel sangue), lavare e disinfettare la ferita con acqua ossigenata (evitare l'alcool perché al contatto con il veleno forma sostanze tossiche), immobilizzare l'arto colpito con una stecca rigida e praticare un bendaggio non troppo stretto. In caso di morso sulla testa o sul tronco, applicare un tampone rigido (garza o pezza) sopra la ferita mantenendolo compresso con un cerotto per ridurre e ritardare la diffusione del veleno nel sangue.

Cosa non fare
Evitare le manovre tradizionali quali applicazioni di lacci emostatici per rallentare o bloccare la circolazione del sangue (crea stasi venosa e ischemia e non blocca la diffusione del veleno che avviene attraverso il flusso linfatico) e l'incisione della lesione (può creare altre complicanze). Non serve nemmeno tentare di
succhiare il veleno perché in caso di lesioni del cavo orale possono favorirne la diffusione nel sangue più velocemente.

Quando è necessario somministrare il siero antivipera?
La decisione spetta al medico del pronto soccorso in collaborazione con i centri antiveleno di riferimento in base ai sintomi ed ai segni osservati e alle alterazioni degli esami del sangue. Si procede alla somministrazione del siero antivipera in caso di comparsa di: alterazioni della coagulazione con sanguinamento; ipotensione grave con shock; sintomi gastroenterici con nausea, vomito e sanguinamento; comparsa di aritmie cardiache e difficoltà respiratorie; gonfiore imponente dell'arto coinvolto. Negli altri casi è necessaria la semplice osservazione del soggetto.

Il siero antivipera è pericoloso?
Il siero antivipera deve essere somministrato da personale qualificato in ambiente ospedaliero e utilizzato solo in caso di reale necessità, perché non scevro da rischi. Le complicanze maggiori sono le reazioni allergiche molto frequenti e a volte la scarsa efficacia. Si stima che in Europa il numero di persone morte a causa della somministrazione del siero sia quattro volte maggiori di quelle decedute per il morso stesso.

Esistono altri trattamenti?
In caso di avvelenamento di grado severo e refrattario al trattamento con siero antivipera può essere presa in considerazione la plasmaferesi. La tecnica consiste nel filtrare il sangue per rimuovere le tossine del veleno, i mediatori responsabili dell'infiammazione e le sostanze che alterano la coagulazione. Non ci sono
evidenze scientifiche sulla sua utilità.

Come prevenire il morso di vipere e quali sono le raccomandazioni?
La prima misura di prevenzione da adottare è quella di indossare un abbigliamento adeguato se si decide di recarsi in campagna o in montagna per lavoro o svago. Scarponi, calze e pantaloni lunghi proteggono le parti del corpo facilmente attaccabili dal rettile. È utile ispezionare sempre il sentiero, anche con l'uso di bastoni, per rimuovere ostacoli sul proprio cammino ed evitare di spostare pietre o tronchi di legno a mani nude, sedersi su muretti o pietre non ispezionati, mettere le mani senza protezione nei cespugli, bere nei ruscelli dove è frequente la presenza della vipera. Si ricorda che la vipera non attacca facilmente, ma si
difende solo se minacciata seriamente da vicino. In caso contrario, alla presenza dell'uomo reagisce primariamente con la fuga.

Conclusioni
Il veleno di vipera difficilmente provoca morte o complicanze cliniche per l'uomo, come impropriamente si crede. In caso di morso è necessario chiamare il servizio d'emergenza e attenersi scrupolosamente ai consigli dell'operatore (non muoversi, rimanere tranquilli e immobilizzare l'arto). Bisogna inoltre evitare procedure che possono aumentare le complicanze. L'uso del siero antivipera non è sempre raccomandato.



 

 

dott. Franco Brinato
specialista in Medicina d'Emergenza Urgenza e Medicina Termale. Dirigente Medico di Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso

 

 



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