Oncologia, l'ospedale Parini tra i Centri di eccellenza in Italia per la teranostica

L'ospedale regionale ottiene la certificazione europea e in parallelo avvia una nuova terapia avanzata

 L'ospedale Parini di Aosta

L'ospedale "Umberto Parini" di Aosta diventa uno dei nove Centri di eccellenza in teranostica d'Italia. L’équipe della Medicina Nucleare, in collaborazione con la Fisica Sanitaria, ha ottenuto la certificazione rilasciata dall’Associazione Europea di Medicina Nucleare (EANM).

La teranostica - spiega l'Azienda Usl della Valle d'Aosta - è un approccio medico che unisce diagnosi e terapia, per creare trattamenti personalizzati, soprattutto in oncologia, utilizzando molecole che riconoscono i tumori, permettendo di visualizzarli (diagnosi) e contemporaneamente di distruggerli con dosi mirate di radiazioni (terapia).

Sempre l'ospedale Parini è inoltre recentemente diventata disponibile la prima terapia con radioligandi, il radiofarmaco PSMA coniugato con Lutezio-177 (vipivotide tetraxetan – PLUVICTO®), una delle più avanzate forme di medicina oncologica di precisione. Ogni trattamento costa circa 90.000 euro.

«È un traguardo importante che garantisce ai valdostani uno strumento ed un vantaggio terapeutico rilevante – spiega Massimo Uberti, direttore generale USL -. Il costo molto significativo dimostra però anche la sfida a cui è chiamata la sanità pubblica rispetto alla sostenibilità delle nuove terapie dai costi altissimi».

Attualmente, in Italia, questa terapia è disponibile solo in centri specialistici altamente selezionati ed è attualmente indicata solo in una fase di malattia più aggressiva e difficile da trattare, detta "carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione" (mCRPC), che abbiano già ricevuto altri trattamenti. Il carcinoma prostatico è il tumore più frequente tra gli uomini: in Italia si stimano 41mila nuovi casi solo lo scorso anno.

«La terapia oncologica di precisione con radioligandi - spiega il dott. Poti, Direttore della Medicina nucleare e del Dipartimento di Diagnostica per immagini - consiste nella somministrazione di una molecola in grado di riconoscere selettivamente le cellule tumorali (ligando), associata ad un radionuclide terapeutico, in questo caso il lutezio-177. Dopo l'infusione (si tratta infatti di una terapia per via endovenosa), il radiofarmaco si lega alle cellule che esprimono l’antigene di membrana specifico della prostata (PSMA), una proteina presente in elevata quantità nelle cellule del tumore prostatico. Le emissioni radioattive del Lutezio177 colpiscono e distruggono le cellule tumorali con estrema precisione, limitando così i danni ai tessuti sani circostanti».

«Si tratta di una terapia sicura e senza effetti collaterali gravi o fastidiosi– prosegue il Dott. Poti - è in grado di ridurre il rischio di morte e di rallentare in modo significativo la progressione della malattia. Grazie alla volontà dell'Azienda di investire in approcci innovativi, si apre la strada a un cambiamento importante nella gestione clinica del tumore prostatico metastatico».

 


M.C.

 

 

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