Ebola, Usl Valle d'Aosta: non rappresenta un’emergenza diretta sul territorio italiano

«L’epidemia allo stato attuale preoccupa solo chi opera o transita nelle aree colpite»

 Ebola

Il focolaio di ebola che si è sviluppato nelle ultime settimane in alcune aree dell'Africa ha destato l'attenzione dei mezzi di informazioni mondiali. L'evolversi della situazione è seguito anche in Italia.

"L’epidemia allo stato attuale preoccupa solo chi opera o transita nelle aree colpite, e non rappresenta un’emergenza diretta sul territorio italiano", sottolinea l'Azienda Usl della Valle d'Aosta.

Il quadro della situazione

Il focolaio di ebola è stato segnalato nelle scorse settimane dapprima nella Repubblica Democratica del Congo e successivamente anche in Uganda. Riportando i dati dell'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Usl valdostana riferisce di 246 casi sospetti e 80 decessi in Congo.

La situazione è sotto stretto monitoraggio. L’OMS ad ora "non raccomanda restrizioni ai viaggi o al commercio verso i Paesi interessati dall’epidemia. Particolare attenzione è tuttavia richiesta alle persone che, per motivi di lavoro, cooperazione internazionale o altre esigenze, si recano nelle aree coinvolte dal focolaio epidemico".

Le misure di prevenzione

Il consiglio è di evitare viaggi non indispensabili nelle aree del focolaio. Per chi viaggia nelle zone a rischio, in Italia sono attivi due canali ufficiali di sorveglianza. Il primo, presso il Ministero della Salute, è un sistema di gestione delle comunicazioni per chi rientra dai Paesi a rischio, o per chi vi abbia soggiornato nei 21 giorni precedenti la data di segnalazione dell’emergenza (il periodo massimo di incubazione). Il secondo, presso l’USMAF (Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera), si occupa della registrazione e della profilassi sanitaria per tutte le persone provenienti dai Paesi a rischio.

Cos'è l'ebola

L'ebola è infezione virale trasmessa dal contatto diretto con sangue, secrezioni o altri fluidi corporei di persone o animali infettati da virus d RNA appartenente al genere Orthoebolavirus della famiglia Filoviridae (filovirus). È rara e grave negli esseri umani e spesso fatale.

Il periodo di incubazione varia da 2 a 21 giorni e i sintomi iniziali possono includere febbre, stanchezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, seguiti, nei casi più gravi, da disturbi gastrointestinali, insufficienza d’organo e manifestazioni emorragiche.

"La malattia di Ebola - spiega il ministero della Salute - si è manifestata per la prima volta nel 1976 con due focolai simultanei: un focolaio di malattia da virus Sudan a Nzara, nell'attuale Sud Sudan, e un altro focolaio di malattia da virus Ebola a Yambuku, nell'attuale Repubblica Democratica del Congo. Quest'ultimo si è verificato in un villaggio vicino al fiume Ebola, da cui la malattia prende il nome. Sebbene esistano vaccini e terapie autorizzati per la malattia da virus Ebola, non esiste alcun vaccino o trattamento approvato per altre forme di Ebola, come la SVD o la BVD. Sono in fase di sviluppo potenziali prodotti".

 


Clara Rossi

 

 

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