«Adottate da tempo procedure rigorose di monitoraggio, controllo e gestione che coinvolgono tutte le Strutture»

L'Usl della Valle d'Aosta conferma un'alta attenzione sul rischio di diffusione del Fentanyl. Dopo il furto avvenuto all'Ospedale Israelitico di Roma, l'azienda sanitaria valdostana fa il punto della situazione sul territorio regionale.
"Ad oggi non si registrano ammanchi presso la SC Farmacia dell’Azienda USL e il sistema di controlli in essere contribuisce a mantenere elevato il livello di vigilanza e sicurezza", assicura l'azienda di via Guido Rey. Nella farmacia ospedaliera sono "effettuati regolarmente controlli sugli stupefacenti custoditi in cassaforte e verifiche aggiuntive sulle giacenze dei medicinali non soggetti, per normativa, all’obbligo di conservazione in armadi chiusi a chiave. Analogamente, durante le attività ispettive svolte nei reparti ospedalieri e nelle farmacie convenzionate del territorio, viene verificato il rigoroso rispetto delle disposizioni normative in materia di gestione degli stupefacenti".
Quanto alla diffusione della sostanza sul territorio, il Servizio per le Dipendenze-SerD segue attualmente un paziente con problematiche legate al consumo del potente oppioide. Inoltre "sono inoltre stati rilevati alcuni sporadici casi di positività alla sostanza, riconducibili a utilizzi occasionali e non a fenomeni strutturati di dipendenza". Il quadro valdostano è dunque "molto diverso rispetto agli scenari osservati in alcuni Paesi nordamericani e frequentemente richiamati dai media".
«L’abuso di Fentanyl, sostanza decine di volte più potente dell'eroina, rappresenta un’evenienza temibile e la sua diffusione una potenziale emergenza da contenere, anche in ragione del bassissimo costo, fattore che può contribuire a rendere enormi i pericoli derivanti dall'uso non medico». Lo spiega il direttore sanitario dell'Azienda USL, Mauro Occhi. «Monitorando la situazione internazionale l'Azienda USL ha adottato da tempo procedure rigorose di monitoraggio, controllo e gestione che coinvolgono tutte le strutture interessate. I dati attualmente disponibili in Valle d'Aosta evidenziano situazioni lontane da quelle che i media ci riportano da contesti internazionali, ma è fondamentale mantenere alta la vigilanza e continuare a investire nella prevenzione, nella formazione degli operatori e nell’intercettazione precoce delle situazioni a rischio. Questo impegno riguarda anche il monitoraggio dell’attività prescrittiva».
Marco Camilli



