La nuova apparecchiatura acquisita dall'Usl della Valle d'Aosta è più precisa ed efficiente. Sarà operativa da dicembre

Entro la fine dell'anno all'ospedale "Parini" di Aosta sarà operativa una nuova apparecchiatura per il trattamento dei tumori. Per poter erogare ai pazienti trattamenti più precisi, sicuri ed efficienti, lUsl ha acquistato una piattaforma di ultima generazione in sostituzione della tomoterapia elicoidale finora utilizzata.
L'investimento da 9 milioni di euro (manutenzione inclusa) riguarda la piattaforma Radixact, dotata della tecnologia Synchrony, e «rappresenta un passaggio storico per la Radioterapia valdostana», dice in una nota il direttore di Radioterapia oncologica Fernando Munoz.
«Questa tecnologia - spiega - ci consentirà di trattare in modo ancora più preciso ed efficace anche lesioni particolarmente complesse. Il sistema è in grado di seguire il bersaglio in tempo reale durante il trattamento, adattando continuamente l'irradiazione e riducendo al minimo l'esposizione dei tessuti sani circostanti, e aumentando nel contempo la percentuali di pazienti guariti».
La Radioterapia oncologica del "Parini" assiste circa 500 pazienti, più di un terzo dei quali provenienti da fuori regione. Quelli tra loro che necessitano di trattamenti radioterapici sono stati affidati temporaneamente all'ospedale di Ivrea per il tempo necessario all'attivazione del nuovo macchinario. Servono circa sei mesi: a metà giugno è iniziato lo smontaggio dell'apparecchiatura finora utilizzata (foto in alto) e l'installazione della nuova piattaforma potrà avvenire solo dopo l'adeguamento dei locali. Tenendo conto anche dei tempi di collaudo, i trattamenti radioterapici saranno nuovamente disponibili ad Aosta entro il mese di dicembre.
La principale innovazione della nuova apparecchiatura, spiega l'azienda sanitaria, "è rappresentata dall'integrazione della tecnologia Synchrony, che consentirà di seguire in tempo reale il movimento del tumore durante la respirazione del paziente o movimenti involontari minimi dello stesso, adattando automaticamente il fascio di radiazioni con precisione millimetrica". Questa particolarità riduce l’esposizione dei tessuti sani e limita gli effetti collaterali.
La nuova piattaforma inoltre "apre prospettive particolarmente rilevanti nel trattamento delle neoplasie del polmone, del fegato, del pancreas, del surrene, della prostata, sistema nervoso centrale, cute e dei tumori ginecologici, oltre che di tutte le patologie oncologiche localizzate in sedi anatomiche influenzate dal movimento respiratorio. Grazie a questa tecnologia sarà possibile eseguire trattamenti stereotassici ad altissima precisione, con elevati standard di sicurezza e qualità. La piattaforma Radixact consentirà inoltre di migliorare la qualità delle immagini, ridurre i tempi di trattamento, aumentare l’efficienza organizzativa e ampliare ulteriormente le possibilità terapeutiche a disposizione degli specialisti, valorizzandone le competenze, anche attraverso la partecipazione a studi clinici nazionali e internazionali".
Elena Giovinazzo




