Possibile scioglimento del Consiglio Valle. La sconfitta più pesante per l'Autonomia valdostana

Esistono intercettazioni che lasciano ben pochi spazi ai dubbi. Se quelle conversazioni configurano un reato sarà un tribunale a stabilirlo. Certamente però non basta più la sospensione forzata del consigliere Marco Sorbara, arrestato nell'ambito di Geenna per le elezioni del 2013, né sono sufficienti le dimissioni del presidente della Regione Antonio Fosson e degli assessori Laurent Viérin e Stefano Borrello - arrivate peraltro solo quando la situazione è divenuta di dominio pubblico e non al momento della notifica degli avvisi di garanzia.

Dalle intercettazioni spuntano nomi di altri politici sulla cui presenza in Consiglio regionale ora incombe una pesante ombra. E se uno, due, tre, quattro, cinque e più politici eletti, alcuni dei quali poi diventati assessori, sono sospettati di sedere nell'aula del primo piano di Palazzo regionale anche grazie ai voti della 'ndrangheta, è evidente che l'assemblea non può continuare a lavorare in tranquillità. Non si parla più di un caso isolato, di una singola mela marcia, ma di una intera cesta di frutti guasti. Ci sarà sempre il sospetto fondato che una legge, una delibera, un qualsiasi atto sia stato presentato non per il bene della comunità valdostana, bensì per ripagare un debito.

Ecco perché l'idea di scioglimento del Consiglio regionale è un possibilità che di ora in ora si fa sempre più concreta. Scioglimento e commissariamento. Ed anche la modifica dello Statuto speciale per eliminare la doppia carica di presidente della Regione e prefetto. Tre presidenti della Regione, tre prefetti, si sarebbero rivolti alla 'ndrangheta per avere appoggio elettorale. Una conquista dell'Autonomia valdostana potrebbe ora diventare vittima di comportamenti condizionati in alcuni casi dalla brama di potere più bieca e in altri casi dalla superficialità più pericolosa.

In passato l'Autonomia ha subito tanti attacchi. Ministri ed esponenti politici nazionali a più ondate hanno minacciato di cancellare le Autonomie e le Regioni a Statuto speciale scatenando le veementi reazioni dei politici nostrani, subito pronti ad ergersi a strenui difensori dell'identità del "peuple valdôtain". Oggi quegli stessi politici, ancora prima delle pronunce delle aule di giustizia, hanno sentenziato per l'Autonomia valdostana una delle sconfitte più grandi.

 

 

Marco Camilli

 

 

 

 

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