Gioco d'azzardo, il Tar: sì all'indennizzo per la licenza revocata allo Slot Cafè

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slotAOSTA. La pubblica amministrazione dovrà indennizzare lo Slot Café di Aosta, sala giochi cui è stata revocata la licenza a causa del distanziometro introdotto dalla legge regionale sulla ludopatia. Il Tar della Valle d'Aosta ha infatti in parte accolto il ricorso presentato dalla società MgGroup Srl che gestisce l'attività disponendo il pagamento di un indennizzo, ma non di un risarcimento poiché la revoca è legittima.

La licenza per l'attività dello Slot Café era stata rilasciata nel 2011. Successivamente la legge regionale di contrasto al gioco d'azzardo ha introdotto il distanziometro e vietato le sale gioco entro un raggio di 500 metri dai luoghi sensibili come le scuole. Nel 2019 la Questura ha così revocato l'autorizzazione per l'attività di via Chambéry.

"Nel caso di specie è indubbio", si legge sulla sentenza del Tar pubblicata in questi giorni, "che il venir meno della licenza con chiusura immediata del locale abbia comportato i pregiudizi" e che "questi debbano essere ristorati dall’amministrazione considerato l'affidamento del ricorrente sulla durata della licenza fino al 2023".

I giudici precisano che "l'obbligo di indennizzo gravante sulla pubblica amministrazione non presuppone elementi di responsabilità della stessa, ma si fonda su valori puramente equitativi considerati dal legislatore, onde consentire il giusto bilanciamento tra il perseguimento dell’interesse pubblico attuale da parte dell'amministrazione e la sfera patrimoniale del destinatario (incolpevole) dell'atto di revoca, cui non possono essere addossati integralmente i conseguenti sacrifici". Dunque nel caso dello Slot Cafè "trattandosi di una revoca legittima non è ravvisabile alcuna responsabilità in senso proprio da parte dell’amministrazione, ma grava sulla stessa un obbligo indennitario da commisurare al solo danno emergente" e non anche al mancato guadagno causato dalla revoca.

La società MgGroup aveva anche sollevato la tesi della illegittimità costituzionale della legge regionale sul gioco d'azzoardo. Il Tar si è pronunciato sulla questione indicandola come "manifestatamente infondata in quanto non ogni aspetto concernente la disciplina dei giochi leciti ricade nella competenza statale".

 

C.R.

 

 

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