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Nonostante le dichiarazioni ottimistiche, per la Valle d'Aosta riaperture a rischio

Dal 26 aprile le riaperture annunciate da Draghi, ma la Valle d'Aosta registra ancora tanti contagi da Covid-19

 

mascherinaAOSTA. La Valle d'Aosta rimane in zona rossa e la terza ondata di contagi da Covid-19 non sembra dare segnali di rallentamento abbastanza importanti per far sperare nel ritorno in breve tempo in arancione. Lo dicono gli ultimi dati dei monitoraggi dall'Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute.

Nella settimana dal 5 all'11 aprile l'incidenza di nuovi casi ogni 100.000 abitanti si avvicina alla soglia dei 250, passando da 432 del monitoraggio precedente a 285 del report diffuso questo venerdì. L'indice Rt medio è di 1.26 con un dato minimo di 1.15 e uno massimo di 1.38 compatibili con uno scenario di tipo 2. Il monitoraggio segnala l'allerta per la terapia intensiva che ha superato la soglia di occupazione del 30% di pazienti Covid positivi. La classificazione complessiva di rischio è "moderata ad alta probabilità di progressione".

Prendendo però in considerazione i contagi nel periodo dal 9 al 15 aprile, l'incidenza risale: 319 casi ogni 100.000 abitanti, il dato più alto d'Italia, con un tasso di positività dei tamponi del 9,1%, il quarto più alto a livello nazionale.

Valle d'Aosta zona rossa fino al 26 aprile

Soffocata sul nascere l'idea di una isola Covid-free, e malgrado le dichiarazioni sull'andamento positivo della campagna vaccinale, la Valle d'Aosta dovrà rimanere in lockdown ancora sette giorni. Così se qualche settimana fa la Valle era un'isola arancione in un mare di rosso, adesso la situazione è invertita. Negozi ancora chiusi quindi; didattica a distanza; bar e ristoranti che possono lavorare solo per asporto o consegne a domicilio; musei, teatri e cinema chiusi; limiti agli spostamenti anche tra Comuni.

Fino a lunedì 19 aprile rimarrà in vigore l'ordinanza regionale firmata dal presidente Erik Lavevaz per la zona rossa. Le misure potrebbero essere estese per la settimana seguente.

La Valle d'Aosta rischia di perdere il treno delle riaperture

Con la zona rossa sicura fino al 26 aprile e il timore che il lockdown possa durare fino all'inizio di maggio, la Valle d'Aosta rischia di arrivare in ritardo all'appuntamento con le riaperture annunciate dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, definite "un rischio ragionato".

La situazione nazionale della pandemia sta migliorando, il programma di vaccinazione va avanti quindi proprio dal 26 aprile sarà ripristinata la zona gialla con nuove regole. Si potrà pranzare nei ristoranti e anche cenare nei locali con tavoli all'aperto, dove il contagio è più difficile. Cinema e teatri potranno accogliere nuovamente gli spettatori.

Nelle scuole attività in presenza per le regioni arancioni e gialle, mentre in zona rossa l'attività sarà in presenza fino alle scuole medie e al 50% alle superiori. Più in là, da metà maggio, dovrebbe arrivare il via libera per piscine scoperte e stabilimenti balneari. 

Nell'ambito delle riaperture si parla anche dell'introduzione di un "pass" rilasciato per la vaccinazione anti Covid, il tampone negativo e la guarigione dal Covid. Il documento permetterà di partecipare ad alcuni eventi culturali e sportivi.

 

 

Clara Rossi

 

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