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L'agenzia Dire si presenta ad Aostaoggi.it

Intervista al capo redattore centrale Andrea Clerici

Dire

Andrea Clerici è capo redattore centrale di Dire, l'agenzia di stampa che per i prossimi due anni gestirà il servizio di informazione giornalistica a favore della giunta regionale. Come è strutturata la vostra agenzia?
«L'agenzia Dire è attiva dal 1988, ha circa 100 giornalisti in Italia assunti e 10 sedi al momento. È nata come agenzia politico-parlamentare che adesso si occupa di tutto: sanità, giovani, ambiente, turismo, scuola, territori. È stata fondata da Antonio Tatò».

Avete vinto la gara per il servizio di informazione giornalistica a favore del governo regionale proponendo un'offerta con un grande ribasso. L'affidamento è slittato perché la vostra offerta era molto inferiore. È stato un azzardo o un rischio calcolato?
«Non mi occupo io delle questioni amministrative, ma dal punto di vista giornalistico siamo in tutte le Regioni e partecipiamo a diverse gare. Siamo in grado di realizzare servizi con un rapporto qualità / prezzo molto importante. Siamo un'agenzia molto giovane, con un'età media di 38-39 anni, e abbiamo giornalisti giovani quindi possiamo ottimizzare le risorse e proporre questo tipo di servizi. La nostra caratteristica, quella che ci ha permesso anche di crescere come importanza, è l'aver scelto di andare nei territori in un momento in cui invece altre agenzie arretravano, toglievano sedi locali e giornalisti. La nostra intenzione è cercare di collegare Roma con i territori, cioè portare all'attenzione del parlamento questioni locali e, allo stesso modo, far commentare ai territori le decisioni che vengono prese a Roma. Inoltre abbiamo scelto di caratterizzarci in alcuni settori: scuola, giovani, ambiente, adesso sulle donne. E poi c'è tutta la parte multimediale».

Come siete strutturati in Valle d'Aosta?
«Abbiamo una sede e due colleghi che lavoreranno direttamente in Valle d'Aosta probabilmente con compiti diversi, qualcuno più politico-istituzionale e qualcuno centrato su attualità e cronaca. Il nostro coordinamento è un po' federalista: c'è un capo redattore centrale a Roma, poi un capo redattore del Nord che si trova a Bologna e governa le regioni del Nord, un capo redattore per le regioni del Centro e un caporedattore per il Sud a Napoli. Poi ci sono tutti i corrispondenti locali, per avere una filiera relativamente corta».

Questi giornalisti facevano parte di altre agenzie?
«Non facevano parte di altre agenzie. Li abbiamo cercati in Valle d'Aosta e non è stato facile individuarli».

Ci sarà una conferenza stampa di presentazione?
«Abbiamo pensato di farla, ma il capo ufficio stampa della Regione si insedia solo oggi quindi cercheremo prima un incontro con lui. Nei giorni scorsi abbiamo avuto dei confronti più tecnici con la vice capo ufficio stampa regionale. Adesso aspettiamo qualche giorno per poter parlare di progetti e delle novità che vorremmo introdurre».

Parliamo di bilinguismo. La vostra redazione proporrà contenuti in francese?
«Sì, i contenuti in francese facevano parte del bando. Almeno uno dei due giornalisti parla perfettamente francese e comunque abbiamo sempre il supporto della nostra redazione esteri che può tradurre o scrivere pezzi in francese, inglese, anche arabo».

 

Marco Camilli

 

 

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